VARESE Prima lo sfogo contro avvoltoi e cornacchie. Poi, incassata dal ministro dell’Interno Roberto Maroni la certezza di un finanziamento prossimo venturo, l’annuncio: «In Finanziaria è stata individuata una somma consistente da destinare alla ricostruzione in seguito agli eventi che hanno colpito Varese (43 milioni di euro i danni riconosciuti tra capoluogo e comuni a Nord), Como, Lecco e Bergamo (52 milioni in tutto) in Lombardia e Messina, in Sicilia». L’emendamento è già stato fatto e l’importo messo a bilancio è di 300 milioni di euro. Tremonti conta di recuperarli attraverso il gettito atteso dal ritorno dei capitali dall’estero grazie proprio al tremontiano «scudo fiscale». «Ovviamente attendiamo l’approvazione della Finanziaria ma il Governo ha formalizzato la propria disponibilità» conferma Fontana, che accanto a sé,
ha il vicesindaco Giorgio De Wolf, l’assessore ai lavori pubblici Gladiseo Zagatto e quello con delega, tra l’altro, alla protezione civile, Fabio D’Aula, oltre al segretario comunale Filippo Ciminelli. La «formichina» comune, così la definisce il suo primo cittadino, ha dunque lavorato senza clamore ma con costanza per non farsi scippare i quattrini. Quanti? «È stata riconosciuta formalmente alla Lombardia una richiesta di risarcimenti pari a 95 milioni, 43 al nostro territorio». Il ripianamento totale o parziale dipenderà dall’esito dello scudo: si attendono introiti per 4-6 miliardi. E qualcosa è già arrivato. Poi, in base alla gravità delle conseguenze subite, gli importi stanziati alla ragione verranno ripartiti. «Entro i primi sei mesi del 2010 dovremmo avere le risorse. Sono ottimista», conclude Fontana.
s.bartolini
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