Carta sconto "flessibile"E zona sempre più ampia

VARESE Salva la carta sconto, ma da oggi la parola d’ordine diventa “flessibilità”: basta con sconti e fasce predeterminate da Roma. Lo hanno confermato all’unanimità i nostri politici di tutti i livelli, dai sindaci di confine, agli amministratori provinciali, ai consiglieri regionali e fino ai parlamentari, riuniti per un incontro a Villa Recalcati. La Regione intanto è già pronta a recepire la formula di incentivo che verrà proposta dal Governo tramite un decreto dal Ministero dell’Economia. «Chiediamo di avere un decreto flessibile – ha spiegato il consigliere regionale Luciana Ruffinelli – per poter poi stabilire insieme alle associazioni di categoria i criteri migliori».

«Assicuro e rassicuro sulla flessibilità della nuova carta sconto – spiega il senatore Fabio Rizzi – non potrà che essere così perché il decreto ministeriale andrà a recepire l’emendamento che fissa solo il tetto dei venti milioni complessivi ma non entra nell’ambito dei parametri, per la cui determinazione richiama espressamente la competenza della Regione». E visto che i fondi a disposizione sono raddoppiati, Rizzi lancia la proposta: è questa l’occasione per estendere la fascia di confine oltre a rivedere lo sconto elevando il tetto massimo a secondo del prezzo svizzero. «Permetterebbe di risolvere un problema che riguarda la popolazione, così sarebbe incentivata a restare sul territorio piuttosto che darsi ai viaggi transfrontalieri del sabato pomeriggio per risparmiare quei 6-7 euro sul pieno della settimana, evitando tra l’altro l’intasamento delle strade e le code in dogana». Avanti tutta verso lo sconto flessibile, dunque, ma con attenzione a non portare all’estremo la questione. Il presidente della Provincia Dario Galli mette in guardia: per il nostro territorio serve anche una buona dose di concretezza, senza pensare cioè che ogni giorno la gente apra il giornale per vedere le quotazioni della benzina prima di decidere dove andare a fare il pieno. «Lo sconto è un’abitudine consolidata e deve restare tale, chi ha la tessera in tasca non deve neanche pensare all’idea di andare in Svizzera, anche se magari quel giorno conviene di pochi centesimi».

La scelta comunque rimbalza verso la Regione che già ha previsto dei sistemi di monitoraggio dei prezzi: la media calcolata su tre mesi servirà a stabilire l’entità dello sconto per i 90 giorni successivi. «Effettivamente tre mesi sono troppi – spiega il consigliere regionale Stefano Tosi (Pd) – ma valutiamo insieme cosa fare con gli strumenti a disposizione per dare maggiore competitività al nostro territorio».

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