(b.riz.) «Natale in casa Cupiello», una delle commedie più rappresentative di Eduardo De Filippo, va in scena sabato alle 20.45 al Teatro San Giovanni Bosco di Busto Arsizio ad opera della Compagnia Filodrammatica gallaratese diretta da Giovanni Melchiori. (Biglietti: 7 e 10 euro. Info e prenotazioni al numero 340 3855259).
L’opera nasce nel 1931 come atto unico in cui si racconta di un pranzo natalizio turbato dal dramma della gelosia. Nel giro di appena un anno è già un dramma famoso ma De Filippo vuole che i suoi personaggi si conoscano meglio e, anziché allungare la storia, la fa cominciare due giorni prima aggiungendo un atto, che diventerà il primo, nel quale si racconta, in forma di riuscita farsa familiare, il risveglio di Luca nella fredda mattina del 23 dicembre. Dopo due anni Eduardo aggiunge la terza parte conclusiva scrivendo il terzo ed ultimo atto contro il parere di Peppino che lo riteneva inutile. A questo punto «Natale in casa Cupiello» ha finalmente la forma che tutti conosciamo e che portò Eduardo stesso a definirlo «un parto trigemino con una gravidanza durata quattro anni». Ma il Natale, si sa, a Napoli era la festa più lunga, Natale voleva dire grande festa, botti e mangiate, ma soprattutto, Natale era il Presepe, una tradizione antica cui Napoli non avrebbe mai rinunciato e di fronte alla quale non cede nemmeno il protagonista di casa Cupiello, Luca, l’eterno bambino, ormai uomo che non aspetta altro, se non sentirsi dire: «quant’è bello o’ Pressebbio».
v.colombo
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