Roma, 3 mar. (Apcom) – Da parte di Gianni Alemanno “ho notato una certa presunzione. Si vuol fra credere che An porti in dote un modello di partito democratico: non è così. An non è un modello di partito democratico”. Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali e già coordinatore di Forza Italia parla dei rapporti con gli alleati in vista del congresso fondativo del Popolo
delle libertà e replica al sindaco di Roma che ieri ha invocato maggiore democrazia per la futura classe dirigente del nuovo partito. “Sono fautore di un partito forte, democratico, radicato sul territorio – dice in un’intervista alla Stampa – ma questo insistere sul fatto che An sia un partito fondato sulla democrazia mentre Forza Italia è una caserma è una tesi sbagliata, che non corrisponde alla realtà”.
Bondi replica anche ad un altro esponente di An, Ignazio La Russa
secondo il quale dentro Fi è Silvio Berlusconi a decidere tutto:
“C’è qualcosa di irritante” in queste affermazioni, “non è vero
che Fi deve sempre chiedere il permesso a Berlusconi. E
Berlusconi è molto più democratico di quanto si pensi”. Il
ministro si dice anche disponibile a lasciare l’incarico di
governo per far parte del triumvirato di coordinatori del Pdl,
insieme a Verdini e La Russa: “Non friggo per questo ruolo
politico – precisa – ma sono disposto a impegnarmi se c’è un
consenso ampio sul mio nome naturalmente a partire dal presidente
Berlusconi”.
Gal
© riproduzione riservata










