Volete stadio e palazzetto? Scrivete a “La Provincia”

Volete stadio e palazzetto? Scrivete a “La Provincia”

di Andrea ConfalonieriEsattamente quattro anni fa eravamo seduti alla Camera di Commercio, stretti tra i colossi Maroni e Marantelli che sostenevano l’idea, una grande idea, del nuovo stadio di Riccardo Sogliano. Quarantotto mesi dopo non solo siamo tornati al punto di partenza ma abbiamo fatto molti passi indietro. Allora l’ex patron del Varese aveva consegnato alla città, oltre che un’opportunità, l’uomo capace di realizzarla, ovvero l’ingegner Fogliata, ma soprattutto di sedersi a tavolino per discutere come, dove e perché: non solo ce lo siamo fatti scappare come un treno che forse non passerà più, ma al posto di un’occasione in carne e ossa oggi c’è un mucchietto di fogli targato Politecnico. Ovvero quello studio

di fattibilità richiesto dalla Giunta qualcosa come un anno e due mesi fa (era il 10 ottobre: in questo lasso di tempo Fogliata avrebbe già costruito mezzo stadio) e pagato 25.000 euro di soldi pubblici.La montagna del Politecnico, per caso o per fortuna, alla fine non ha partorito la coda di un topolino ma un elefante. Dicendo al sindaco Fontana: a Masnago ci starebbe bene uno stadio coperto da diecimila posti (quando lo ipotizzò Sogliano gli diedero del visionario) con negozi, albergo, cinema, parcheggi eccetera. Ma anche il carico da novanta, cioè un’arena per il basket da novemila spettatori: in una città nata e cresciuta divorando sport sarebbe non il massimo, ma il minimo.

CHIUSI IN UNA TORRE D’AVORIO
Davanti a una cosa così grossa ti aspetteresti che i governanti, al di là di arricciare il naso di fronte al risultato da loro stessi richiesto («Il parere non sarà vincolante, ma impegnativo per l’amministrazione»: parole del 10/10/2008) e pagato con i soldi di tutti, dicessero: bello o brutto che sia, discutiamone. Con la città, con le società di calcio e basket, con il consiglio comunale, con la loro maggioranza e l’opposizione, con i giornali, insomma con tutti coloro che hanno il diritto di dire la loro e di imporre-rappresentare la volontà e l’opinione dei cittadini elettori su questioni vitali. Come gli impianti sportivi cittadini, che fanno ridere (o piangere). E invece? Ne parleranno nella loro torre d’avorio (la Giunta). Quando ne avranno tempo e voglia. Poi riferiranno. E magari dovrà bastarci una sillaba (sì, no).
Noi, a questo punto, non ci stiamo più. E facciamo l’unica cosa che andrebbe fatta: uscire dalla torre d’avorio e chiedere alla gente, che in fondo ha pagato il Politecnico e quindi può mettere il becco su ciò che dice, cosa ne pensa di uno stadio e un palazzetto nuovi. Cosa ne pensa di una leggenda del basket che gioca in una casa che fa acqua da tutte le parti: perché ci piove dentro al primo acquazzone, perché è fuorilegge per giocare in Europa (ed è come se togliessero il mare a Palermo), perché persino Biella, Trieste, Pesaro e Torino hanno bagnato il naso al Palawhirlpool con palazzetti più degni di… Varese che di queste città.

A BUSTO TUTTO, QUI NIENTEDirà la gente cosa ne pensa di un Franco Ossola chiuso per metà e senza tifosi ospiti, senza luci sufficienti per giocare partite notturne in Tv, senza servizi minimi per i disabili, senza requisiti per ospitare partite di serie B, senza spazi veramente civili per il pubblico che lo frequenta nonostante tutto (duemila spettatori non sono pochi, sono un miracolo).Dirà la gente perché a Busto può esserci una piscina olimpica con tetto scorrevole, parcheggi,

tribune e scivoli progettata da un varesino (Fabiano), mentre a Varese si continua a giocare in un buco. Dirà la gente perché a Malnate o nella solita Busto nascerà anche un palaghiaccio mentre nel capoluogo ci si scanna da un decennio per mettere pezze su pezze a un rottame.Diteci voi se una città che vive di sport può continuare a farlo senza le strutture dove seguirlo e praticarlo. Oppure se è meglio arrendersi una volta per tutte all’immobilismo.

a.confalonieri

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