GALLARATE È partito un anno fa dalle aule del liceo di Gallarate. E’ arrivato a New York, dove nella sera di venerdì 18 dicembre riceverà il primo premio al «Plural+Video festival», manifestazione cinematografica internazionale riservata ai ragazzi di età compresa tra i 9 e i 25 anni. La produzione, un breve filmato di 3 minuti ideato, girato e montato dagli studenti sotto la guida del professor Alessandro Leone, è già stata premiata sia al festival varesino «Cortisonici» che in un concorso organizzato dal Rotary club. Questa volta, però, dietro il riconoscimento conferito al liceo di viale dei Tigli, ci sono alcune agenzie delle Nazioni Unite, in prima fila l’Unicef, oltre ad alcune organizzazioni di studi sui fenomeni migratori della Grande Mela.Un successo in piena regola per questo cortometraggio nato da un’idea di Giulia Colella, studentessa 17enne, che insieme ad alcuni compagni ha scritto la sceneggiatura. «Abbiamo cercato di raccogliere tutti gli elementi legati alla diversità, a cominciare dal razzismo, passando per tutti gli altri tipi di disagio, non da ultimo le differenze generazionali», ha spiegato ieri nel corso di una conferenza stampa. Quattro le location scelte per girare: due al liceo (un’aula e la segreteria trasformata in un ufficio postale) e due in esterna (il Parco della Magana e un vicino centro commerciale). All’inizio sullo schermo scorrono immagini in bianco e nero, accompagnate da suoni che si ripetono. Gli attori, i giovani studenti, indossano una maschera bianca, ognuno compie azioni meccaniche e ripetitive. Sul nastro della cassa del supermercato scorrono scatole bianche, finché non arriva un caleidoscopio. Guardando
il quale una ragazza alza la maschera e afferma: «Io sono diversa». Parole che danno il via alla musica, una canzone di Lenny Kravitz nella prima versione, un componimento scritto dai ragazzi nella versione inviata negli Usa, e che portano tutti i protagonisti del cortometraggio a gettare la maschera per affermare la propria diversità.«Abbiamo scelto come tema la diversità intesa come sinonimo di opportunità, ritenendo che potesse essere stimolante per tutti», ha raccontato Leone. Gli studenti hanno lavorato a tutte le fasi del film. Si sono occupati di stendere la sceneggiatura, quindi sono passati alla definizione dei piani di regia, ovvero delle inquadrature e della gestione di tempi e spazi. Quindi si sono occupati della produzione, organizzando le 8 ore di riprese in modo da ottimizzare i tempi di lavorazione, hanno definito i costumi e, per finire, si sono dedicati al montaggio.Finito il cortometraggio, lo hanno presentato ad alcuni festival. Dopo qualche tempo, trovato sul web il bando del concorso newyorchese, hanno spedito il filmato dall’altra parte dell’Atlantico. E la giuria lo ha premiato, scegliendolo come il migliore tra 152 lavori provenienti da 39 paesi del mondo. «Davvero nessuno di noi si aspettava di riuscire ad arrivare fino a New York», ha confessato Federica Banfi, una delle ragazzi che hanno partecipato. E invece venerdì, un’insegnante e una studentessa del liceo riceveranno il premio per il corto «La diversità colora il mondo». L’unico problema è il costo del biglietto dell’aereo che decolla stamattina. Dopo averlo pagato, la scuola ha chiesto alla Provincia e al Comune un contributo.
e.romano
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