Processo ex Maino Accusa in vantaggio

GALLARATE Prima udienza per il processo ex Maino: assenti gli imputati. Né Nino Caianiello, né Piermichele Miano si sono ieri (mercoledì 16 dicembre) presentati in aula davanti al collegio giudicante preceduto da Toni Novik. Per entrambi l’accusa è di concussione: avrebbero intascato una tangente da 400 mila euro per agevolare l’imprenditore Leonida Paggiaro, oggi il loro grande accusatore, nella realizzazione del centro commerciale sull’area ex Maino di Gallarate. Rigettate le due eccezioni sollevate dalle difese, rappresentate da Stefano Besani, per Caianiello; e da Cesare Cicorella e Alberto Telamone per Miano. Il collegio si è poi riservato sull’ammissione testi della parte civile, nonché sull’utilizzo dei brogliacci delle trascrizioni di tutte le 10 intercettazioni (telefoniche e ambientali) ritenute rilevanti dall’accusa e inserite nell’elenco prove. La riserva sarà sciolta a giorni con ordinanza comunicata alle parti: solo allora sarà fissata la data della seconda udienza. L’accusa ieri ha incassato un netto 2-0: il pm Roberto Pirro si è visto accogliere tutte le obiezioni alle eccezioni sollevate dalle difese. La prima delle quali riguardava la costituzione

di parte civile da parte di Paggiaro: un gap tecnico ha momentaneamente permesso alle difese di opporsi al provvedimento; ma è stato il pm steso a produrre la documentazione necessaria affinché la costituzione in questione, avvenuta davanti al gup nel giugno 2008, a validare l’atto decisivo. Besani, dal canto suo, ha sollevato eccezione sulla nullità del capo di imputazione per concussione: «Da presidente Amsc il mio assistito non aveva la qualifica di pubblico ufficiale necessaria per commettere concussione. In qualità di presidente non aveva alcuna possibilità di interferire in vicende legate a edilizia e urbanistica. Stante la sua innocenza, sulla base di questi elementi, al massimo si potrebbe parlare di corruzione ma a questo punto la posizione di Paggiaro passerebbe da testimone ad imputato». Il collegio ha giudicato «infondata» l’eccezione: stanti i legami strettissimi tra Comune di Gallarate e Amsc sia dal punto di vista amministrativo che politico, l’ingerenza sarebbe stata possibile. E il 13 aprile Caianiello comparirà davanti al Gup per l’udienza che deciderà il suo rinvio a giudizio per peculato.

e.romano

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