Gallarate Restano chiusi i due club privati fasulli oggetto di un’ispezione capillare nella notte tra venerdì e sabato scorso da parte della direzione provinciale del lavoro, il nucleo carabinieri dell’ispettorato del lavoro, i carabinieri di Gallarate, gli uomini della squadra amministrativa della questura di Varese, del commissariato di polizia di stato di Gallarate e della polizia locale di Casorate Sempione. Ebbene sì Cleopatra e Las Vegas, due tra i locali hot più gettonati di Gallarate, non potranno soddisfare i loro clienti sino a quando non avranno regolato i loro conti in sospeso. A dare il nulla osta per la riapertura saranno i vertici della direzione provinciale del lavoro, mentre questura e carabinieri si occuperanno dei carichi penali che pesano sui titolari dei due club privati che club privati
non erano: in sintesi i due locali non aveva libro dei soci e usufruivano di agevolazioni non dovute. La chiusura è giunta perché all’interno ci lavoravano ragazze in nero: 6 al Cleopatra, o meglio 5 ragazze e un tunisino clandestino buttafuori, e 20 al Las Vegas. Ragazze quasi esclusivamente di nazionalità rumena, giovani, bellissime, praticamente semi nude a disposizione dei clienti. Per il solo lavoro nero i due club dovranno versare una sanzione da 100 mila euro: 30 mila euro per il Cleopatra e 70 mila euro per il Las Vegas, nonché regolarizzare tutte le posizioni lavorative in nero. E per il Las Vegas con 20 “ballerine” da mettere in regola sarà parecchio dura: ogni dipendente costa circa 3.500 euro al giorno per ogni giorno di lavoro sommerso.
f.artina
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