Roma, 21 dic. (Apcom) – Il detenuto Uzoma Emeka, considerato uno dei testimoni del pestaggio avvenuto nel carcere di Teramo, e morto in ospedale in circostanze ancora da chiarire, sarebbe morto a causa di un tumore al cervello. E’ quanto comunica A Buon diritto, riferendo le informazioni pervenute alla stessa associazione. “Se questa diagnosi venisse avvalorata dall’autopsia prevista per le prossime ore – dice il presidente Luigi Manconi – si avrebbe la conferma del grave stato di ‘abbandono terapeutico’ nel quale versava Uzoma e nel quale versa l’intero sistema penitenziario italiano”.
Infatti, 48 ore prima del malore che ha portato Uzoma Emeka – dopo oltre 5 ore di attesa in carcere – al ricovero in ospedale, il detenuto già si era sentito molto male. “Dunque – spiega Manconi – i segnali di una condizione particolarmente compromessa in un soggetto tossicodipendente e depresso erano già tutti riconoscibili. Ma il carcere di Teramo è, sotto tutti i profili, un autentico disastro. Mi auguro – conclude – che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che da settimane non risponde alle interrogazioni del deputato Rita Bernardini su quell’istituto penitenziario, trovi finalmente il tempo per fornire qualche spiegazione”.
Red/Apa
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