Pechino torna a far shopping nella Ue, Italia esclusa

Pechino torna a far shopping nella Ue, Italia esclusa


Roma, 4 mar. (Apcom)
– La Cina non si lascia intimidire dalla
crisi globale e mira a un secondo giro di ‘shopping’ in Europa.
Il ministro del Commercio cinese, Chen Deming, ha annunciato ieri
alla televisione di Stato che Pechino invierà questa settimana in
Europa un’altra delegazione con lo scopo di individuare aree
d’investimento nel Vecchio Continente.

Solo la settimana scorsa Chen aveva guidato in Europa una
delegazione di circa 200 imprenditori e uomini d’affari cinesi.
Il viaggio si era concluso con la firma di vari contratti
commerciali per un valore totale di 13 miliardi di dollari
siglati in Gran Bretagna, Germania, Svizzera e Spagna. L’unica
tappa certa del nuovo tour per ora sembra la Gran Bretagna che,
come spiega in un’intervista Alberto Forchielli, presidente
dell’Osservatorio Asia, da tempo sollecita un maggior numero di
investimenti diretti cinesi nel proprio paese come in passato
fece con il Giappone.

A parte la Gran Bretagna, non è ancora chiaro quali saranno le tappe di questo secondo tour europeo. Come ha confermato la Farnesina, non c’è stato alcun contatto tra le autorità cinesi e quelle italiane, il che fa supporre che anche per questo secondo giro l’Italia è stata esclusa. Secondo Forchielli il nostro Paese, secondo partner commerciale in Europa della

Cina dopo la Germania e a pari merito con la Francia, verrà presto toccato da uno si questi tour in quanto, dice, “l’Italia primeggia nel settore degli investimenti cinesi, siamo un paese all’avanguardia su questo fronte”. Agli italiani non resta che incrociare le dita nella speranza che la voglia cinese di rimettere in moto l’economia globale, sfiori anche il Bel Paese.

Per Forchielli l’organizzazione di questi tour di imprenditori
cinesi all’Estero è un modo per lanciare due chiari messaggi:
verso l’esterno, per cercare di sconfiggere le tentazioni
protezionistiche che aleggiano sugli altri paesi presi dal panico
dalla crisi globale, e verso l’interno per i cinesi che non
devono avere paura di comprare prodotti importati. Per
incoraggiare gli acquisti dall’esterno, Pechino ha già dato il
via a numerose iniziative ad hoc tra cui l’apertura di speciali
linee di credito per sostenere l’import. Inoltre gli imprenditori
cinesi, accompagnati da esponenti del governo, vengono
rassicurati dallo Stato nei loro affari all’Estero.

In febbraio la Cina ha firmato accordi multi-miliardari per
garantirsi forniture di petrolio dalla Russia, il Venezuela e il
Brasile. Il più grande investimento cinese all’estero finora è
stato quello di Chinalco, il maggiore produttore di alluminio
cinese, che il mese scorso ha deciso di investire 19,5 miliardi
di dollari nel colosso minerario anglo-australiano Rio tinto,
gravato da un debito di 38,7 miliardi di dollari.

Chb

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