India, dubbi su ricandidatura premier Singh, avanza Rahul Gandhi

India, dubbi su ricandidatura premier Singh, avanza Rahul Gandhi


Nuova Delhi, 23 gen. (Apcom)
– Il primo ministro indiano Manmohan
Singh dovrà sottoporsi a un intervento al cuore secondo quando
gli hanno consigliato i medici dopo un test effettuato all’All
India Institute of Medical Sciences di Nuova Delhi che ha
rilevato un blocco alle coronarie. Il premier-economista che ha
76 anni aveva già subito un’angioplastica quattro anni fa, mentre
nel 1990 era stato operato nel Regno Unito per l’impianto di un
bypass.

Le condizioni di salute di Singh, che potrebbe essere ricoverato
già nei prossimi giorni, hanno sollevato nuovi dubbi sulla
possibilità di un secondo mandato nelle elezioni legislative di
aprile-maggio. Il partito del Congresso, che dal 2004 guida una
coalizione di centro-sinistra, non ha annunciato per ora nessun
altro candidato ufficiale al posto di primo ministro lasciando
intendere che in caso di vittoria l’economista “dal turbante
azzurro” rimarrebbe al timone del Paese.

Di recente si sono però fatte insistenti le voci sull’ascesa di
Rahul Gandhi, primogenito di Sonia e suo delfino politico, che
dal 2007 guida l’ala giovanile del Congresso e che è considerato
come il capofila di una nuova generazione di politici più idonea
a rappresentare una nazione dove il 50 per cento della
popolazione ha meno di 25 anni. Il trentottenne Rahul, eletto in
Parlamento nel 2004, è particolarmente popolare nelle vaste
campagne indiane soprattutto grazie ai suoi “pernottamenti” a
casa di famiglie di “intoccabili”.

Un paio di settimane fa il ministro degli esteri Pranab
Mukherjee, rispondendo ai giornalisti, aveva detto: “Non è
lontano il giorno in cui Rahul Gandhi diventerà primo ministro”.
Aveva anche tracciato un parallelo con il padre Rajiv, che era
salito al potere appena quarantenne dopo l’assassinio della madre
Indira. Mukherjee è considerato particolarmente vicino alla
famiglia della dinastia dei Nehru-Gandhi che ha dominato la
maggior parte della vita politica dell’India moderna. Ma secondo
alcune indiscrezioni di stampa il giovane Rahul potrebbe
ereditare le redini del potere da Singh dopo un paio di anni di
“apprendistato”.

La stessa Sonia sarebbe più favorevole a un rinnovo del mandato
di Singh, il “tecnico” che lei stessa ha scelto nel 2004 dopo la
vittoria elettorale quando rinunciò a ricoprire la poltrona di
primo ministro seguendo la sua “voce interiore”. L’economista di
Harvard, fautore della prima ondata di riforme di mercato negli
anni Novanta, ha una solida reputazione di integrità e onestà
politica che lo hanno reso popolare in un Paese dove la
corruzione è dilagante. Tra i successi più importanti del
quinquennio di Singh spicca l’accordo con gli Stati Uniti sul
commercio di tecnologia nucleare che dopo tre decenni di sanzioni
permette all’India di entrare a pieno titolo nel ristretto club
delle potenze atomiche pur non avendo mai aderito al Trattato di
Non Proliferazione.

Mgc

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