VARESE Stavano facendo quattro passi in viale Borri quando, lunedì sera, due adolescenti varesini di quindici e tredici anni se la sono vista brutta. Attorno alle 22.30, di fatti, i due si sono ritrovati alle prese con due stranieri, un peruviano di 22 anni e una salvadoregna venticinquenne e irregolare.Questa la dinamica dei fatti, così come ricostruita dalle vittime e dagli agenti della squadra volante della questura di Varese: i due sudamericani si sono accostati ai ragazzini con una scusa e, dopo averli seguiti per un breve tratto di strada e li hanno minacciati con una pistola giocattolo priva del tappo rosso. A quel punto, uno dei due ragazzini ha consegnato loro portafoglio e telefono cellulare. Intascato il bottino, si sono poi dileguati. Gli adolescenti varesini, però, non si sono dati per vinti e hanno chiamato la polizia, alla quale hanno
riferito l’accaduto, fornendo anche una precisa descrizione di tratti somatici e abbigliamento. Forti di quei dettagli, e di testimonianze che riferivano di due persone molto somiglianti al profilo di due residenti sempre in viale Borri, gli agenti della volanti – guidate dal dirigente Gianluca Dalfino – hanno raggiunto l’abitazione del giovane, in possesso di un regolare permesso di soggiorno. E lo hanno trovato rannicchiato nel letto insieme alla ragazza, probabilmente la sua fidanzata. Entrambi hanno riferito d’essere a casa a dormire, negando qualsiasi coinvolgimento ma gli agenti hanno trovato all’interno dell’abitazione alcuni effetti personali dei due adolescenti rapinati, che li hanno poi identificati con certezza, e la pistola giocattolo. Sono dunque scattate le manette per entrambi, l’accusa di rapina aggravata e il trasferimento nei carceri di Varese e Monza dove sono a disposizione del sostituto procuratore Luca Petrucci.
s.bartolini
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