Rosarno/ L’occupazione del municipio come una sagra

Rosarno/ L’occupazione del municipio come una sagra


Roma, 8 gen. (Apcom)
– Lo striscione, con bombolette spray e carta di vecchi manifesti comunali, viene preparato al piano terra. Da fuori entrano le donne con piatti di salame locale e formaggio stagionato. Appena si entra dentro c’è qualcuno che ti offre un bicchiere di vino rosso e poi aggiunge: “Altro che razzisti”. Sono queste scene dall’occupazione, anomala, pacifica ma persistente e caciarona, del municipio di Rosarno. Il paese è al centro da almeno 24 ore di una guerra tra immigrati e residenti, con scontri, feriti e arresti.

Ma qui, con i furgoni delle tv nel cortile, in cima alle case tutte silenziose, sembra di stare dentro ad una sagra come tante. “Noi da qua non ci muoviamo fino a quando non si risolve la situazione”, spiega uno dei più anziani del folto gruppo di persone che da ore staziona nel grande salone all’ingresso dell’edificio, moderno e ben tenuto. L’ufficio del commissario prefettizio Domenico Bagnato è aperto.

Il clima è cordiale. Non c’è nessuno che alza la voce. Però quando la polizia chiede di liberare l’area si risponde: “Avevate promesso che potevamo rimanere in pace. E noi siamo in pace”. L’agente, in tenuta antisommossa, risponde tranquillo: “Voi avevate detto che sareste al massimo rimasti in nove, ma qui siete molti di più”. Dal gruppo si rimanda: “E allora parliamo che risolviamo”.

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