Aveva 50 anni e viveva da tempo a Gallarate, dove si era spostato ed aveva avuto dei figli. Ma è stata la sua terra d’origine, il Casertano, a tradirlo: Antonio Salzillo è morto sotto i colpi di un commando di camorra.
Tornava spesso in Campania e qualcuno gli ha fatto pagare qualche sgarro o l’intenzione di mettersi in affari (droga? armi?) in contrapposizione con il clan dei Casalesi. Questo, almeno, il movente ipotizzato dai carabinieri del comando provinciale di Caserta.
Salzillo, 50 anni, sposato con figli, originario di Santa Maria Cubito viaggiava su una Bmw nuova di zecca insieme a Clemente Prisco, 45 anni, l’altra vittima dell’agguato, quando a Villa Literno la macchina è stata avvicinata dal commando armato.
f.tonghini
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