Spazio/ La Nasa si prepara a vendere ai privati gli space shuttle

Spazio/ La Nasa si prepara a vendere ai privati gli space shuttle


Roma, 19 gen. (Apcom)
– Ha volato più in alto e più velocemente di qualsiasi altra macchina mai costruita dall’uomo, ma a un costo di 42 milioni di dollari rimaneva un giocattolo un po’ troppo estremo: ma in vista del (probabile) prossimo pensionamento alla fine del 2010 la Nasa ha deciso di cedere gli Space Shuttle per meno di 30 milioni di dollari ciascuno.

Come riporta il quotidiano britannico The Independent la “Discovery” (con alle spalle 37 missioni e il cui contachilometri sdegna 5.247 orbite) è già stato promesso allo Smithsonian Institute, ma “Atlantis” ed “Endeavour” sono ancora disponibili a 28,2 milioni di dollari; e pur di far cassa la Nasa potrebbe decidere di vendere anche il prototipo delle navette, l'”Enterprise”.

Se il costo è ancora troppo alto, il vero affare è costituito dai motori delle navette, non necessari una volta che queste siano parcheggiate in un museo: il prezzo di listino era compreso fra i 400mila e gli 800mila dollari ma vista la mancanza di acquirenti la Nasa li offre gratis, basta che l’acquirente abbia i mezzi per portarseli a casa.

La flotta degli space shuttle – persa la decana “Columbia”
nell’incidente del 2002 – comprende attualmente la “Atlantis”, la “Discovery” e la “Endeavour” – l’ultima navetta ad essere
costruita per sostituire la “Challenger”, esplosa al decollo nel
1986. Il primo space shuttle ad essere costruito, “Enterprise”
(altro nome di diverse navi da guerra ultima delle quali una
portaerei nucleare, ma battezzato in tal modo su richiesta dei
fan di Star Trek), è rimasto un modello statico e non è stato mai dotato di propulsori, dopo che i tecnici decisero di apportare alcune modifiche al progetto originale.

Il nuovo programma spaziale statunitense – che nelle intenzioni
dell’Amministrazione Bush dovrebbe riportare l’uomo prima sulla
Luna e poi su Marte – si chiama “Constellation”, nome scelto da
un’azienda pubblicitaria newyorchese. La Casa Bianca aveva
calcolato in 230 miliardi di dollari nei prossimi 20 anni la
spesa necessaria, dei quali 8 miliardi già appaltati e tre
miliardi già spesi: in corso sono la progettazione e sviluppo
della nuova capsula Orion e del relativo vettore Ares I, il cui
primo test di lancio è stato effettuato con successo nell’ottobre scorso; per la prima missione con equipaggio si dovrà invece attendere il 2015.

L’intero programma spaziale potrebbe però essere rivisto dall’Amministrazione Obama, anche alla luce della crisi economica globale: la rivalutazione ruota essenzialmente
attorno al possibile mantenimento della flotta degli space
shuttle oltre la data di ritiro prevista del 2010, scelta che
costerebbe circa tre miliardi di dollari l’anno oltre ad
aumentare il rischio di incidenti mortali.

L’Amministrazione Obama potrebbe però decidere di non vedere
l’accesso alla Stazione Spaziale Internazionale “Alpha” limitato
per cinque anni alle sole navette russe e dell’Esa. Quale che sia la scelta definitiva, non pochi ricercatori sono preoccupati
tuttavia dal fatto che nei prossimi anni il budget della Nasa
sarà sempre più assorbito dal nuovo programma, a scapito non solo delle missioni shuttle e quindi della possibilità di riparare le sonde e i satelliti già in orbita, ma anche dei nuovi lanci per scopi scientifici.

Mgi

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