VARESE (f.man.) Varese aspira a calamitare i turisti e intanto il Sacro Monte cade a pezzi. Questa la denuncia del consigliere del Pd Fabrizio Mirabelli che punta il dito contro l’amministrazione e porta in consiglio l’elenco completo delle anomalie strutturali dalla prima cappella alle Tre Croci passando per il borgo sacro. «In via Fincarà – spiega – da tempo si è aperta una voragine su un lato della strada, mi pare insufficiente la soluzione finora adottata di mettere un semplice cartello di divieto di transito; nella stessa via, più in alto, il fondo stradale a ciottoli
si è praticamente disintegrato e c’è addirittura un tombino scoperto, il rischio è che qualcuno prima o poi si faccia male. Infine, in via Tre Croci le protezioni in legno sono state abbattute durante lo sgombero della neve e non sono state messe a posto. Sono situazioni di degrado indegne per una città civile come Varese, mi chiedo quando intendano intervenire». E per l’esattezza il consigliere l’ha chiesto proprio l’altro ieri sera in aula con un’interrogazione, sperando che l’agognata sistemazione della zona possa avvenire nel brevissimo periodo considerando che la stagione turistica ormai bussa alle porte.
«SOLO IMMAGINE»
«La precedente giunta – spiega il consigliere – negli ultimi anni ha investito parecchi milioni di euro nel Sacro Monte, sia per gli interventi conservativi che sono doverosi, sia per riportare a nuova vita un’opera di immagine come la funicolare, che però rimane chiusa dieci mesi all’anno e porta al bilancio del Comune una perdita di circa 1,2 milioni di euro. Anche l’attuale giunta però si era impegnata a valorizzare il Sacro Monte e a mettere in atto iniziative per rilanciare a tutti gli effetti il borgo di Santa Maria del Monte, almeno in campagna elettorale». Ma di tutto questo non si è visto un accenno, secondo Mirabelli, tanto che ancora oggi il Sacro Monte resta vittima della grave mancanza di un piano complessivo di riqualifica su tutta l’area.
PATRIMONIO UNESCO«Serve un grande progetto culturale – continua Mirabelli – la gente se ne accorge e per questo manda continuamente al Comune i propri appelli; associazioni di categoria per tutelare i pochissimi esercizi rimasti vivi nel borgo, operatori del settore culturale, ma anche semplici cittadini, più di una volta hanno espresso preoccupazione per le
sorti del sito Unesco». E con un patrimonio per sua stessa definizione di livello mondiale e attrattivo per storia, architettura e paesaggio, Varese potrebbe finalmente riscoprire le proprie potenzialità di sviluppo turistico. «Oltre al fatto che solo con questo progetto di valorizzazione potremmo accedere a importanti forme di finanziamento europee, statali, regionali e provinciali».
e.marletta
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