Torna in Italia dopo 32 anni il Congresso internazionale della Chimica tessile e coloristica. E se lo accoglierà Stresa, c’è lo zampino del Varesotto. Non solo perché il vicepresidente dell’Associazione italiana di Chimica tessile e coloristica è bustocco. L’ingegner Piero Sandroni illustra i primi aspetti di questo evento che vuole soprattutto richiamare l’attenzione sul settore. Come sviluppo – “indispensabile per il nostro futuro” – come formazione e come attenzione all’ambiente.“Occorre una politica industriale seria per il nostro settore – aggiunge – e il Governo europeo deve farsi sentire, in particolare per la
tutela della salute pubblica”. Tra l’altro, proprio oggi riprenderà l’iter della proposta di legge in difesa del made in Italy, questa volta al Senato.Il Congresso – in programma dal 5 al 7 maggio – sarà aperto alle scuole del territorio e anziché avvalersi di hostess professioniste, ricorrerà agli studenti di un istituto di Luino. Inoltre farà un viaggio nella storia grazie all’opera del chimico e scrittore Luigi Giavini. Facendo scoprire anche il pioniere dell’export Enrico Dell’Acqua agli oltre 100 relatori da tutto il mondo.Marilena Lualdioggi una pagina speciale su “La Provincia di Varese”
m.lualdi
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