Khartoum, 7 mar. (Ap-Apcom) – Sono migliaia i bambini malnutriti lasciati senza assistenza, su milioni di persone rimaste senza cibo, senza acqua potabile e senza cure mediche dopo l’espulsione di 13 organizzazioni umanitarie internazionali dalla regione sudanese del Darfur, teatro di una guerra civile dal 2003. Le Nazioni Unite hanno chiesto al governo di Khartoum di rivedere la decisione di espellere le ong, adottata
dopo che la Corte penale internazionale dell’Aia (Cpi) ha spiccato un mandato di arresto contro il Presidente sudanese Omar al Bashir, per crimini di guerra e contro l’umanità commessi in Darfur. Una decisione che rischia di causare una catastrofe umanitaria in una regione dove si contano oltre due milioni di sfollati a causa della guerra e che è priva di infrastrutture e afflitta da sottosviluppo.
Con l’espulsione delle ong, “1,1 milione di persone saranno
senza cibo, 1,5 milione di persone saranno senza cure sanitarie e
più di un milione senza acqua potabile”, ha denunciato l’Onu.
Questa decisione potrebbe “minacciare la vita di migliaia di
persone”, ha aggiunto l’Alto commissario dell’Onu per i diritti
dell’uomo, annunciando l’avvio di un’inchiesta per verificare se
Khartoum abbia violato o meno i diritti umani, se non addirittura
commesso crimini di guerra, intimando agli operatori umanitari di
lasciare il Paese. Il Sudan ha accusato le 13 ong di aver
collaborato con la Cpi, fornendo false testimonianze, e ha fatto
sapere che sono in corso indagini per verificare che altre
organizzazioni non abbiano fatto altrettanto. L’accusa è stata
respinta da tutte le ong coinvolte.
“I bambini attualmente ricoverati nei nostri centri di nutrizione rischiano di morire – ha denunciato l’ong francese Action contre la Faim (Acf) – noi non abbiamo nessun mezzo per portare avanti i nostri programmi, avendo lasciando il paese, e tutti i prodotti nutrizionali, le attrezzature e i veicoli sono stati confiscati dalle autorità”. A El Fasher,
nel Darfur del Nord, Acf operava nei campi sfollati di Abu Shock e al Salam al fianco della International Rescue Committee e di Oxfam, anche loro espulse dal governo, fornendo assistenza a 100.000 persone, tra cui 20.000 bambini con meno di 5 anni e un tasso di malnutrizione acuta del 18%, pari a un bambino su cinque.
“Popolazioni intere del Darfur sono lasciate senza assistenza
umanitaria per le settimane e i mesi a venire – ha rimarcato il
presidente di Msf-Francia, il medico Marie-Pierre Allié – la
situazione è catastrofica per queste popolazioni”. Msf ha
denunciato la diffusione di un’epidemia di meningite nel campo di
Kalma e a Niertiti, nel Darfur del Sud, dove avrebbero dovuto
essere vaccinate con urgenza circa 130.000 persone. Epidemia che
ora rischia di diffondersi.
Il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha invitato il
governo sudanese a rivedere “con urgenza” la sua decisione di
espellere le 13 ong, ricordando che “le operazioni di queste
agenzie sono vitali per 4,7 milioni di sudanesi che ricevono
aiuti in Darfur”. Prima della guerra, la regione del Darfur
contava 7 milioni di abitanti. Ban ha quindi sottolineato che
“queste organizzazioni forniscono assistenza umanitaria a quanti
ne hanno bisogno, in maniera imparziale e neutrale” e che “la
confisca delle loro attrezzature, del denaro e di altro materiale
è inaccettabile e deve cessare immediatamente”.
Sul fronte politico, il Presidente Bashir ha rassicurato il
partito di governo e l’opposizione sul fatto che la linea del
governo non cambierà dopo il mandato di arresto. “Il governo
continuerà nel suo cammino verso la pace e organizzerà elezioni
libere e giuste”, ha detto il presidente, che nel fine settimane
si recherà in Darfur. Le elezioni sono in programma entro l’anno,
ma non si conosce ancora la data del voto.
Sim/Kat
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