Il Comune scherza col fuoco Varese a rischio porte-chiuse

Il Comune scherza col fuoco Varese a rischio porte-chiuse

di Filippo Brusa

La notizia sembra il classico fulmine a ciel sereno anche se, per la verità, il temporale era già stato messo in conto dai più previdenti. Il Varese potrebbe giocare le prossime gare casalinghe a porte chiuse. È quanto emerge dal comunicato emesso nella giornata di mercoledì dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno. Nella disposizione riguardante gli stadi con capienza inferiore ai 7.500 spettatori si legge testualmente: «Per ciò che riguarda gli stadi “G. Sinigaglia” di Como, “Brianteo” di Monza (MI), “Ossola” di Varese, “Italia” di Sorrento (NA), “San Francesco” di Nocera Inferiore (SA), “Dei Pini” di Viareggio (LU) e “S. Piola” di Novara i Prefetti di Como, Milano, Varese, Napoli, Salerno, Lucca e Novara,

dopo aver valutato gli interventi pianificati e/o realizzati, sono pregati di adottare specifici provvedimenti, correlati alla reale situazione, non escludendo la chiusura dell’impianto sportivo». Dunque, il Varese, come, tuttavia Como, Monza, Novara, Sorrento e Viareggio, potrebbero dover rinunciare al pubblico in occasione dei loro prossimi impegni casalinghi. Sempre che i rispettivi stadi non vengano messi in regola. Eventualità che appare piuttosto remota per il Franco Ossola, dove, come asserisce il segretario generale del club biancorosso Massimiliano Dibrogni, «i lavori per la messa a norma non sono ancora incominciati». Il Prefetto di Varese ha ricevuto dall’Osservatorio l’invito «a valutare l’opportunità di adottare i provvedimenti di competenza volti a far disputare le suddette gare in “assenza di spettatori”».

NON SI ENTRA Tale circostanza potrebbe verificarsi presto a Varese, come riconosce Dibrogni: «Il progetto per la messa a norma dello stadio è stato approvato ed è stata stanziata anche la cifra di 250 mila euro. Ma, come ho già detto, i lavori non sono mai incominciati».
Il rischio è incombente: «Credo – dice Dibrogni – che ci possa venire imposto di giocare a porte chiuse. Forse non da subito. E, quasi certamente, non dalla prossima sfida casalinga con il Benevento che andrà in scena a Masnago il prossimo 7 febbraio. Ma il pericolo di dover rinunciare ai tifosi per la partitissima con il Novara, in programma al Franco Ossola, il 28 febbraio, è alto». Il segretario generale aggiunge: «Sicuramente se la squadra approdasse ai playoff e lo stadio continuasse a non essere a norma saremmo costretti a rinunciare ai nostri sostenitori. Andrebbero così in scena incontri senza pubblico che non fanno di certo bene al calcio e alla città».

CASA AMICA Il Varese ha costruito la propria forza fra le mura amiche dove la squadra di Sannino ha sempre vinto mettendo in fila ben undici successi e cogliendo il record assoluto della categoria. Un primato sminuito da alcuni critici che hanno sì applaudito all’impresa del Varese sottolineando, d’altra parte, che i biancorossi hanno potuto far valere un fattore campo assoluto, giocando tutte le partite al Franco Ossola senza le varie tifoserie ospiti (ad eccezione degli sparuti gruppi di possessori della Tessera del Tifoso).
Dibrogni sottolinea come altre società possano premere perché la situazione muti radicalmente: «Novara, Cremonese e Benevento potrebbero alzare la voce facendosi sentire in Lega e costringendo gli organi competenti a togliere la deroga che ci consente di giocare le partite interne in presenza dei nostri tifosi ma senza gli ospiti che non dispongono della Tessera del Tifose». Va, comunque, detto, che anche il Novara figura fra le società che rischiano di poter giocare a porte chiuse. Evenienza che farebbe davvero male al Varese e al popolo biancorosso nell’anno del centenario societario.

a.confalonieri

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