VARESE Vede una bella donna piegarsi e non riesce a trattenere l’impulso di toccarle il sedere. Poi scappa, non lasciando alla signora nemmeno il tempo di una reazione stupita. Poco dopo torna sul posto per sbeffeggiarla, ma rischia grosso, perché quella lo insegue con un paio di forbici. Un episodio inspiegabile, di sicuro una villanata, avvenuto nel lontano marzo del 2004, che solo ora, dopo una richiesta di archiviazione, approda in tribunale, con l’ipotesi di reato di violenza sessuale. Teatro del fatto è la nostra città, all’alba (erano le 5,30):la vittima, una trentacinquenne titolare di un’edicola, era intenta, come tutte le mattine
a quell’ora, a slegare i pacchi dei quotidiani, e appunto si era piegata per portare a termine l’operazione. Immaginiamo lo stupore di sentirsi toccata da uno sconosciuto, ma ancora di più quando lo stesso è tornato indietro, quasi tentando un’avance, e poi deridendola. A quel punto lei però ha avuto la prontezza di riconcorrerlo, con le forbici che teneva in mano. Successivamente l’ha denunciato alla polizia, identificandolo grazie ad un album fotografico. Si è costituita parte civile. L’imputato, difeso dall’avvocato Marco Mainetti, si dice estraneo alla vicenda: non era lui, sostiene, quella mattina a Varese. Nuova udienza il 19 febbraio. Franco Tonghini
e.marletta
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