Tibet, monaci in “rieducazione” prima di anniversario rivolta

Tibet, monaci in “rieducazione” prima di anniversario rivolta

Roma, 9 mar. (Apcom) – Centonove monaci tibetani saranno prelevati dalla polizia cinese per essere sottoposti a “ri-educazione” politica oggi, vigilia del cinquantesimo anniversario, il 10 marzo 1959, della rivolta del Tibet contro la Cina, conclusasi con la fuga del XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, costretto all’esilio in India insieme ad oltre 100.000 tibetani. Lo scrive l’edizione online del britannico “The Times”, precisando

che il “sequestro” dei 109 monaci del monastero di Lutsang, nella provincia di Qinhang, è solo una delle tante misure straordinarie adottate da Pechino per scongiurare eventuali disordini anti-cinesi. Tanto più che quest’anno ricorre anche il primo anniversario delle proteste, guidate dai monaci, esplose l’anno scorso a Lhasa, capitale del Tibet, e in altre città tibetane e soffocate nel sangue dalle autorità cinesi.

Fra i provvedimenti eccezionali, il divieto di ingresso ai
visitatori stranieri, già scattato, in circa un quarto del
territorio della Cina, un’area grande come l’Europa occidentale
che comprende la “Regione autonoma del Tibet” e le quattro
province limitrofe a maggioranza tibetana. In quest’area sono
stati mobilitati decine di migliaia di soldati e di agenti della
polizia paramilitare. Due contee della provincia di Sichuan, dove
l’anno scorso scoppiarono le manifestazioni più violente, sono
state tagliate fuori dal mondo esterno.

Memori dell’uso che fecero i tibetani degli Sms con i quali
riuscirono a comunicare e a far dilagare le proteste anti-Pechino
nella vasta regione himalayana, le autorità cinesi hanno deciso
di bloccare dal 10 marzo al 1 aprile le reti di internet e della
telefonia mobile. “Ci scusiamo per ogni inconveniente creato”,
leggeranno da domani gli utenti colpiti dal provvedimento sui
loro schermi e telefoni.

Il governo cinese è così ansioso che il capo del Partito
Comunista del Tibet, Zhang Qingli, è rimasto a Lhasa, rinunciando
addirittura a partecipare alla sessione annuale del Congresso
Nazionale del Popolo. Una fotografia lo ritrae sul sito ufficiale
China Tibet News mentre passa in rassegna la polizia
anti-sommossa, intimando agli agenti di essere vigilanti e di
soffocare sul nascere tutti i complotti orditi dalla “cricca” del
Dalai Lama per smembrare la Cina.

Per quanto riguarda i 109 monaci della provincia di Qinghai, non
è dato sapere dove saranno portati e per quanto. Ma è una pratica
ricorrente da parte delle autorità cinesi irrompere nei
monasteri Tibetani per impartire corsi di “educazione
patriottica” in cui i monaci devono promettere fedeltà a Pechino
e sconfessare il Dalai Lama.

Ihr

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