VARESE Basta spiare sul confine. È arrivata ieri pomeriggio la conferma che il fiscovelox, ovvero l’impianto di controllo delle auto che varcano il confine tra l’Italia e la Svizzera, verrà smantellato. Un’operazione che non risparmierà alcun impianto situato sui vari valichi tra le province della Lombardia e il Canton Ticino. E che metterà fine all’accanimento che, dallo scudo fiscale in avanti, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha lanciato contro i rapporti tra i due Paesi. «Abbiamo finalmente ottenuto dalla Agenzia delle Entrate una presa di posizione chiara e inequivocabile – commenta il presidente della commissione bilancio della Camera Giancarlo Giorgetti (Lega) – sulle questioni che negli ultimi tempi, in particolare dopo l’avvio dello scudo fiscale, hanno creato preoccupazione e tensione nel quadro dei rapporti con la Svizzera e il Canton Ticino, andando a penalizzare soprattutto i frontalieri».Il deputato leghista ha diffuso ieri la buona notizia che dovrebbe ricomporre i rapporti tesi tra Italia e il Ticino.La conferma dell’abolizione, che potrebbe avvenire anche in queste ore, del fiscovelox è
arrivata alla fine della riunione della commissione bilancio, dove è stato ascoltato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera. A presentare il problema del fiscovelox è stato il deputato leghista Nicola Molteni, che ha messo subito in dubbio l’utilità del sistema di videosorveglianza sul confine. «Innanzitutto – spiega Molteni – l’utilizzo dell’impianto ha creato non poche tensioni con i vicini ticinesi. Un problema sul quale Befera si è trovato d’accordo, visto che ha risposto subito che il problema è superato. In pratica il direttore ha lasciato intendere che il Ministero dell’Economia ha preso atto dell’inopportunità dello strumento e sta provvedendo alla rimozione». La rimozione è quindi questione di ore. Una vittoria, questa, che la Lega rivendica in pieno, visto che durante l’ultimo periodo, con i rapporti tra le due nazioni che si incrinavano sempre di più, è stata la mediazione leghista, con tanto di visita di Bossi al presidente della Lega dei Ticinesi Giuliano Bignasca, che ha tenuto la situazione sotto controllo, salvando i frontalieri da possibili ritorsioni internazionali.
e.marletta
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