Roma, 10 mar. (Ap-Apcom) – La moschea al-Aqsa di Gerusalemme, il
Muro del pianto e il memoriale dello Yad Vashem. Sono queste le
tre principali tappe che il Papa compierà nella città israeliana,
durante il suo viaggio a maggio in Terra Santa. Lo ha annunciato
il nunzio a Gerusalemme, monsignor Antonio Franco, durante una
conferenza stampa questa mattina in vista del viaggio di
Benedetto XVI in Giordania e Israele, in programma dall’8 al 15
maggio.
Monsignor Franco ha sottolineato come il viaggio di Benedetto XVI
sarà un pellegrinaggio religioso e non una missione politica.
Inoltre, la visita rafforzerà le relazioni tra Israele e Vaticano.
“Nel programma è prevista la moschea di al-Aqsa – spiega al Sir
il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, che
oggi a Gerusalemme ha partecipato alla presentazione del viaggio
– ma non sappiamo con certezza se potrà entrare. Circa lo Yad
Vashem, invece, c’è da tenere presente che la visita sarà al
memoriale e non al museo” dove si trova la contestata immagine di
Pio XII. “Su questa c’è una Commissione bilaterale Santa Sede e
Yad Vashem che sta lavorando. Il Papa si recherà al memoriale
come fanno tutti i Capi di Stato”.
Rispetto al viaggio di Giovanni Paolo II, afferma Pizzaballa,
“Benedetto XVI, per esempio, non visiterà Cafarnao, e non andrà
alle Beatitudini. Si recherà a Nazareth, a Betlemme e a
Gerusalemme. Confermata anche la visita al campo profughi di
Haida, prima della partenza”. “Non c’è Gaza nel programma ma
verranno fedeli dalla Striscia. In questo senso è probabile che
Israele conceda dei visti come di solito accade per i tempi di
festa. Ma su questo aspetto ci si lavorerà nelle prossime
settimane. Il Papa – conclude il Custode – verrà qui per
incoraggiare la piccola comunità cristiana”.
Monsignor Franco ha inoltre annunciato che i momenti più
importanti del pellegrinaggio saranno le tre messe pubbliche,
quella a Gerusalemme, dove sono attese 5mila persone, a Betlemme
e infine a Nazareth, dove si attende la più grande concentrazione
di fedeli: dai 40 ai 50mila. Il nunzio ha poi spiegato ai
giornalisti che proprio a Nazareth si celebrerà la conclusione
dell’anno della famiglia indetto in Terra Santa dagli ordinari
cattolici e dove il Papa benedirà la pietra di fondazione di un
Centro per la famiglia. Altri importanti momenti di preghiera
saranno il pellegrinaggio al Cenacolo il primo giorno, e al Santo
Sepolcro l’ultimo giorno. Ci saranno poi alcuni momenti
ufficiali, come la visita al presidente dello Stato di Israele e
al presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese. Ma anche
incontri ecumenici e interreligiosi, tra cui la visita al Gran
Mufti di Gerusalemme e la visita alla Cupola della Roccia sulla
Spianata delle Moschee; la preghiera al Muro Occidentale e quella
allo Yad Vashem, dove il pontefice porterà il suo omaggio alle
vittime dell’Olocausto; e la visita ai due Gran Rabbini di
Gerusalemme al Centro Hechal Shlomo.
Monsignor Franco ha infine dichiarato di aver fatto al governo
israeliano due richieste, che sono state accolte senza
difficoltà: la prima è che una delegazione di cristiani possa
venire da Gaza – e almeno due bus di fedeli possano partecipare
alla Messa che si terrà a Betlemme – e inoltre che per tutti i
cristiani sia possibile raggiungere i luoghi delle celebrazioni.
Ssa
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