Napolitano:Unità Italia vincolo invalicabile,no a giudizi volgari

Napolitano:Unità Italia vincolo invalicabile,no a giudizi volgari


Roma, 12 feb. (Apcom)
– L’unità d’Italia è un valore e un “vincolo invalicabile”, e non sono ammesse nè scuse “fuorvianti” come il divario, esistente ma non insuperabile, tra Nord e Sud del Paese, nè ricostruzioni storiche strumentali. All’Accademia dei Lincei il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano tiene un articolato discorso in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e richiama tutti, a cominciare dalle classi dirigenti e dalla politica, a un “impegno condiviso” per “irrobustire la coscienza nazionale” degli italiani.

Insomma, in vista delle celebrazioni per l’Unità e delle polemiche connesse, Napolitano sgombra il campo dalle chiacchiere: è necessario “reagire ai rumorosi detrattori dell’Italia unitaria” e rifiutare “giudizi sommari e pregiudizi volgari sul formarsi dell’Italia unita”. Servirebbe, certo, più conoscenza tanto che il presidente non esita a stigmatizzare “il grave deficit di conoscenze storiche diffuse di cui soffrono intere generazioni di italiani”.

L’impegno condiviso di cui parla il presidente non significa certo annacquare la differenza e il conflitto tra le parti politiche, “fisiologico” in democrazia, ma implica “una svolta da parte dell’insieme delle classi dirigenti, un autentico scatto di consapevolezza e di volontà in modo particolare da parte delle forze che hanno, o possono assumere,

responsabilità nella sfera della politica”. “Spero – ha ribadito Napolitano – ci si risparmi il banale fraintendimento nel vedere sempre in agguato l’intento di un appello all’abbraccio impossibile, alla cessazione del conflitto. E’ tempo che ci si liberi da simili spettri e da faziosità meschine, per guardare all’orizzonte più largo del futuro della nazione”.

I problemi concreti da affrontare, del resto, non mancano, primo tra tutti quel divario tra Nord e Sud che rappresenta “il più grave motivo di divisione e debolezza che insidia la nostra unità nazionale”. Certo è “futile e fuorviante assumere” questo divario “come prova che l’Italia non è unita e non può esserlo”. Anzi, affrontare la questione meridionale “è un dovere della comunità nazionale e un impellente interesse comune”.

Vep

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