Roma, 12 feb. (Apcom) – Ammontano a 325mila i potenziali evasori emersi con gli studi di settore e entrati nel mirino del Fisco.
Complessivamente, sono 890mila i soggetti che non si sono adeguati agli studi, di questi 265mila sono quelli che hanno avuto la possibilità di motivare il mancato adeguamento e quindi non possono essere considerati evasori a ‘tutto tondo’, altri 300mila sono quelli presentato situazioni di marginalità economica, cioè troppo piccoli per essere rappresentati dagli studi. Resta, quindi, una fetta più sospetta di 325mila soggetti (che non si sono adeguati e non hanno motivato) su cui si concentreranno gli sforzi dell’Agenzia delle Entrate attraverso tutti gli strumenti a propria disposizione.
In pratica, hanno spiegato Giampiero Brunello, presidente della Sose, società che si occupa degli studi di settore, e il direttore dell’Accertamento dell’Agenzia delle Entrate, Luigi Magistro, gli studi “non sono solo uno strumento di accertamento, ma anche una bussola che indica come muoversi”. Una volta emersa una quota di potenziali evasori, hanno spiegato, spetta all’Agenzia delle Entrate approfondire con tutti gli strumenti a disposizione, che non sono soltanto gli studi di settore.
Gab
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