di Francesco Caielli
Questa vittoria non è per il Diego. Questa vittoria è del Diego. E sta tutta nelle lacrime che dopo la sirena rigavano il volto segnato dal dolore di Gianfranco Castiglioni, perso nel non trovarsi di fianco il suo Diego e incapace di accettare l’idea di non poterlo nemmeno chiamare per dirgli della vittoria. Sta tutta nelle divise biancorosse listate a lutto per ricordare una persona buona, che per i Castiglioni era uno di famiglia – un figlio, un fratello – e che domenica scorsa se n’è andato. Sta tutte nelle parole del presidente Claudio, che a fine partita è venuto ad abbracciarci sussurrando un «Io lo sapevo già che avremmo vinto». Non vogliamo scivolare nel pietismo, non abbiamo intenzione di abbandonarci a parole di circostanza per giostrare sul dolore delle persone. Semplicemente siamo convinti che il Diego, da qualche parte e in qualche modo, abbia gioito per la vittoria dei suoi
ragazzi. Una vittoria dedicata a lui. Una vittoria tutta sua.Allora lo spazio per parlare della partita diventa poco, e forse è poca pure la voglia. Ci piacerebbe però dedicare qualche riga ai tifosi di Biella, che per quaranta minuti hanno fischiato e insultato Simone Cotani. Già, quel Cotani che a Biella ha giocato e che a Biella ha lasciato il cuore, e che dopo la partita era incredulo e stupito, non riuscendo a spiegarsi un trattamento del genere. Cotani, sul suo polpaccio, ha un tatuaggio con il simbolo della società piemontese: tanto era forte l’affetto e il legame con questa gente, con questi colori. Adesso avrebbe voglia di grattarselo via, sentendosi tradito nell’affetto più caro. Ma Simone ha un’idea migliore: «A fine stagione – ha detto fuori dagli spogliatoi – mi faccio un bel tatuaggione con un elefante incazzato e la scritta Varese». Tranquillo: non ti pentirai mai di essertelo fatto.
e.romano
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