Nord Italia senz’auto Anche Varese ci sta

Nord Italia senz’auto Anche Varese ci sta

Se emergerà una soluzione ampiamente condivisa e saranno risolti alcuni dubbi pratici sulla realizzabilità, Varese potrebbe partecipare al blocco del traffico di tutto il Nord proposto dal sindaco di Milano Letizia Moratti e da quello di Torino Sergio Chiamparino per domenica 28 febbraio, come misura comune per ridurre i livelli di inquinamento di tutta la Pianura Padana.La richiesta infatti è arrivata anche ai comuni della provincia, dopo il comunicato diramato due giorni fa da Palazzo Marino, in cui si legge che: «I comuni di Milano e Torino sono d’accordo nell’adottare questa misura straordinaria e chiedono agli altri comuni di aderire alla proposta». Un’idea coraggiosa, ma difficile da realizzare in breve tempo, quella dei due sindaci che si sono detti consapevoli del fatto che, quando si parla di inquinamento dell’aria, i confini comunali non hanno molto senso. Tanto più se lo sforamento del tetto consentito di 50 microgrammi per metrocubo ormai è costante in un’area molto più vasta anche dei confini regionali, coinvolgendo praticamente tutto il Nord Italia. Di certo, la Lombardia è in prima linea: in meno di due mesi, tra i soli capoluoghi Milano, Monza e Brescia hanno già superato il limite europeo dei 35 giorni di sforamento per tutto l’anno solare. Ma Varese non è certo un’isola felice, vicina alla soglia, mentre la situazione del basso Varesotto è ancora più critica, con Saronno già oltre il limite e gli altri centri ad un passo dallo sforamento.L’incontro Per discutere della proposta dei due sindaci e affrontare insieme la lotta allo smog, così, oggi, presso il municipio di Milano, si svolgerà un incontro a cui sono stati invitati tutti gli amministratori delle città del Piemonte, Lombardia, Veneto e Emilia Romagna. Per il Comune di Varese sarà presente il vicesindaco Giorgio De Wolf: «In base a cosa emergerà dall’assemblea, decideremo come comportarci – spiega

– si sta cercando, infatti, di trovare una soluzione il più possibile condivisa e di certo condividiamo la proposta di realizzare un’iniziativa comune. Più per il valore simbolico, culturale ed educativo nei confronti della cittadinanza sulla lotta all’inquinamento, che per gli effetti pratici che questo comporterebbe. Di certo, infatti, non può essere una giornata di blocco delle auto a risolvere il problema delle polveri sottili, per cui servono interventi strutturali altrimenti, puntualmente, dopo lo stop l’inquinamento ritorna. Con un blocco di tali dimensioni, ad ogni modo l’impatto sul pm10 sarebbe notevole, ma ancora di più lo sarebbe il segnale che le amministrazioni unite possono dare per risolvere innanzitutto il problema culturale».I dubbi da risolvere Anche Busto Arsizio, che in occasione dell’ultimo blocco di fine gennaio non aveva aderito, sarà presente con l’assessore all’Ambiente Alberto Armiraglio, pur con qualche scetticismo, come dichiara il sindaco Gigi Farioli: «Ho deciso di non realizzare l’ultimo blocco del traffico perché non credo ad iniziative disomogenee – dice Farioli – ma, certo, se dovesse emergere la fattibilità di un provvedimento su un’area molto più vasta, definendo con esattezza le regole, informando i cittadini, e realizzando un’iniziativa comune che serva anche dal punto di vista culturale, non sarei contrario. Resto comunque scettico tutto questo si possa fare nel giro di una settimana, mentre rimane da risolvere anche il grande problema della chiusura delle tangenziali dell’autostrada».Sull’opportunità di aderire al blocco, è cauto anche il sindaco di Gallarate Nicola Mucci: «Dovremo capire cosa sarà proposto, poi faremo le valutazioni del caso – dice – il problema dell’inquinamento infatti è significativo e va affrontato assieme, non assumendo iniziative di proprio conto. Lo spirito quindi è quello giusto, tentare di creare un’unitarietà, ora bisogna innanzitutto capire la proposta in campo e se c’è la disponibilità di tutti poi prenderemo in esame l’opportunità del blocco».Piero Orlando

e.marletta

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