Nato;Sarkozy annuncia rientro Francia: “Per contare di piu”

Nato;Sarkozy annuncia rientro Francia: “Per contare di piu”


Roma, 11 mar. (Apcom)
– Una strategia accuratamente predisposta
riporta la Francia nella struttura militare della Nato che
abbandonò con il generale De Gaulle; oltre quarant’anni dopo, il
presidente Nicolas Sarkozy ha usato tutta la sua arte oratoria –
fra toni didattici e un lungo elenco di tutti i suoi buoni motivi
– per annunciare che “è giunta l’ora” per Parigi di “smettere di
escludersi”.

La ratifica ufficiale arriverà al vertice della Nato che il 3
aprile celebrerà i suoi sessant’anni a Strasburgo: ma poche ore
prima Sarkozy incontrerà Barack Obama al cimitero militare
americano di Omaha Beach, in Normandia, uno dei modi più
simbolici possibili di onorare i rapporti transatlantici di cui
la Nato è simbolo. Un simbolo non sempre all’insegna
dell’unanimità, dopo che Francia e Germania si opposero al
coinvolgimento diretto dell’Alleanza nell’invasione irachena
obbligando l’Amministrazione Bush a ricorrere alla coalizione
degli “alleati volenterosi”: ma l’approdo di Obama alla Casa
Bianca sembra aver finalmente aperto un nuovo capitolo
all’insegna di una maggior cooperazione e Parigi intende
approfittarne.

Occasione dell’annuncio di Sarkozy, un convegno della Fondazione
per la ricerca strategica, opportunamente intitolato “La Francia,
la difesa europea e la Nato nel XXI secolo”. Il principio del
reintegro era ormai scontato, e sarà sancito martedì da un voto
parlamentare che non rischia sconfitte perché il governo ha
deciso di chiedere la fiducia, obbligando anche quelle frange
della maggioranza assai scontente di questa rinuncia
all”eccezione francese’.

Sarkozy del resto proprio a loro (alla destra e alla sinistra
deluse) si è rivolto di fatto, argomentando per oltre mezz’ora –
e senza mancare di sottolineare che la deterrenza nucleare
francese rimarrà indipendente. Proprio l’indipendenza nazionale,
insiste il Presidente, esce vincitrice dalla vicenda: un rientro
“la favorisce, mentre un allontanamento proclamato ma mai
realizzato la limita”; la Francia deve “co-dirigere piuttosto che
subire”: “Gli assenti hanno sempre torto”.

“Vogliamo che la Francia abbia tutto il peso che le spetta nella
riforma dell’Alleanza: diciamo che la Nato è dominata dagli Stati
Uniti”, ma come si può pretendere che l’Europa abbia una voce
forte all’interno dell’organizzazione “se la Francia non vi
partecipa?”, ha continuato Sarkozy. Senza contare, ha aggiunto il
Presidente che con l’ingresso della Francia nel comando della
Nato, “la Difesa europea sarà più forte: “Io credo più che mai
nella Difesa europea”.

Positiva la reazione dell’Alleanza: il Segretario generale Jaap
de Hoop Scheffer ha elogiato l’iniziativa de governo francese
sottolineando come si tratti di una decisione sovrana e
ricordando come il rientro francese “permetterebbe di rafforzare
le capacità della Nato per far fronte alle nuove sfide” nonché
“l’influenza francese sulle questioni di Difesa e Sicurezza, sia
in seno alla Nato che nell’Unione Europea”.

Gli effettivi francesi che faranno parte del comando integrato
passeranno da circa un centinaio ad 800, contro i 1.700 tedeschi
e i mille britannici: attualmente sono infatti 107 i militari
francesi – tra cui un generale e un ammiraglio – in servizio dal
2004 nel Quartier generale di Mons e nei comandi regionali, una
presenza dettata dalla partecipazione di Parigi alla Forza di
Reazione rapida della Nato. Di fronte a una percentuale di
effettivi partecipanti alle varie operazioni militari
dell’Alleanza del 7% – e del 12% del budget – la Francia occupa
quindi appena l’1% degli incarichi superiori in seno al comando
militare.

A regime, sui 214 incarichi di ufficiali generali dell’Alleanza
previsti dalla riforma in corso per la struttura in tempo di pace
la Francia dovrebbe ottenerne 25 o 26, come la Gran Bretagna: un
po’ meno della trentina statunitensi e dei 27-28 della Germania,
mentre l’Italia dovrebbe conservarne 20-21.

Aqu-Mgi

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