Crisi umanitarie, MSF: media Italiani sempre più assenti

Crisi umanitarie, MSF: media Italiani sempre più assenti


Roma, 11 mar. (Apcom)
– La copertura mediatica delle crisi
umanitarie nel mondo è in costante calo in Italia: nel 2008 i
servizi dedicati alle situazioni di crisi nei principali
telegiornali Rai e Mediaset sono stati il 6%, il 2% in meno
rispetto all’anno precedente e il 4% in meno in confronto al
2006. E’ quanto afferma il quinto rapporto annuale sulle top ten0
“Crisi Dimenticate” presentato oggi da Medici senza Frontiere
(Msf) a Roma, in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia a cui
si deve l’accurata analisi sullo spazio dedicato dai principali
Tg italiani alle crisi umanitarie contenuta nel rapporto.

Msf lancia inoltre, novita di quest’anno, con il patrocinio
della Federazione nazionale Stampa Italiana, la campagna “Adotta
una crisi dimenticata” per chiedere a quotidiani, periodici e
trasmissioni televisive di impegnarsi a coprire maggiormente nel
prossimo anno una o più crisi dimenticate. Una campagna, ha
tenuto a precisare Kostas Moschochoritis, direttore generale Msf
Italia, presente ad una conferenza alla Stampa Estera che “ha già
visto importanti adesioni da parte di testate” come il Tg2, Tg4,
Repubblica, Stampa, il Venerdì di Repubblica, il Corriere della
Sera online e tanti altri. Una campagna, ha aggiunto Roberto
Natale, presidente di Fnsi, a “che siamo fieri di sostenere per
la convinzione che, a scanso di moralismi, sia giusto richiamare
i colleghi alla responsabilità dell’ informazione”.

Entrando nel vivo dei rapporto, le “top ten” del 2008, ovvero le
crisi più ignorate dai media sono state: la catastrofe umanitaria
in Somalia; la situazione sanitaria in Myanmar (ex Birmania); la
crisi sanitaria dello Zimbabwe; i civili nella morsa della guerra
nell’est della Repubblica democratica del Congo; la malnutrizione
infantile; la situazione critica nella regione somala
dell’Etiopia; i civili uccisi o in fuga nel Pakistan nord
occidentale; la violenza e la sofferenza in Sudan: i civili
iracheni bisognosi di assistenza; la co-infezione Hiv-Tbc.

In Iraq, afferma Msf nel rapporto, negli ospedali si continua a
morire a causa di un sistema sanitario nazionale allo sfascio,
non in grado di far fronte al sempre alto mumero di decessi e di
feriti gravi provocati dalle violenze. Ma anche se l’Iraq è il
più ‘notiziato’ delle top ten, con 412 servizi, quest’emergenza
compare sui media solo di striscio. La maggior parte delle
notizie sono dedicate alla cronaca degli attentati (135) e a
quelle che nascono in prospettiva italiana (83) e statunitense
(81).

Passando al Pakistan, l’intensificarsi degli scontri tra
miliziani e esercito nella vasta aerea nord occidentale sta
provocando l’esodo di decine di migliaia di persone. Anche in
questo caso, rileva l’Osservatorio di Pavia, la crisi è ignorata
dai media e le 182 notizie sul Paese riguardano prevalentemente
eventi di politica interna come le elezioni politiche, le
dimissioni di Musharraf e la morte di Bhutto.

Delle 178 notizie dedicate alla Somalia, Paese al collasso
umanitario per la grave ondata di violenze degli ultimi mesi, 93
coinvolgono nostri connazionali come il rapimento di due
volontari italiani della Ong Cins e delle due suore al confine
con il Kenya. Una cinquantina hanno interessato inoltre la
cronaca degli assalti dei pirati.

Delle 135 notizie dedicate a Myanmar, ben 115 hanno riguardato
il ciclone Nargis dei maggio che ha causato 130mila vittime.
Dopodichè il Paese, che è tra quelli con i peggiori indicatori
sanitari – Hiv-Aids, malaria e Tbc mietono migliaia di vittime –
è scomparso completamente dai notiziari italiani.

Sulla piaga della malnutrizione che causa dai 3,5 ai 5 milioni
di decessi all’anno fra i bambini di meno di cinque anni, nel
2008 ci sono state solo 110 notizie di cui 49 dedicate al vertice
di giugno della Fao tenutosi a Roma. Nei primi mesi dell’anno, la
malnutrizione è al centro di 27 notizie dedicate alle proteste
sul carovita in Paesi come Haiti, Bangladesh e India. Dopo il
summut della Fao, l’emergenza fame ritorna solo con 9 servizi in
occasione del G8 in Giappone. E come rileva l’Osservatorio di
Pavia, “un anno di fame” conquista 110 notizie contro le 121
conquistate da “un inverno di influenza”.

Settanta sono i servizi ai Tg sulla Repubblica democratica del
Congo, Paese che compare puntualmente ogni anno nella top ten
delle crisi più gravi segnalate da Msf. Una crisi su cui si
accendono i riflettori solo nell’autunno del 2008 per il netto
deteriorarsi della situazione per la ripresa dei combattimenti in
Nord Kivu. Riflettori che già si spengono a dicembre.

Allo Zimbabwe, altro Paese al collasso, i notiziati italiani
hanno dedicato un massimo di 58 notizie di cui 31 sulle
travagliate elezioni e il contestato ballottaggio di giugno.
L’epidemia di colera scoppiata a inizio agosto e che ha provocato
almeno 3mila morti è comparsa sulle reti italiane con in tutto 12
notizie e solo a partire da dicembre.

Il Sudan, teatro di due emergenze umanitarie, nel Darfur e nel
sud del Paee, conquista 53 notizie di cui 11 incentrate sulle
iniziative di sensibilizzazione come il Global Day per il Darfur.
Tra gli altri eventi coperti, le accuse del presidente Bashir di
genocidio e crimini di guerra e gli scontri tra eservito e
ribelli.

All’emergenza tubercolosi che ogni anno uccide 1,7 milioni di
persone nel mondo, i tg dedicano solo 5 notizie nel 2008. Va
meglio per l’Aids che grazie a iniziative come la raccolta fondi
e la Giornata mondiale contro l’Aids ne ottiene 34.

In ultimo l’Etiopia, dove Msf denuncia una catrastrofe
umanitaria in corso nella regione somala, ottiene solo sei
notizie sui Tg e quasi tutte proprio grazie alla campagna di Msf
sull’allarme carestia. “Un’aberrazione se si tiene conto che
Carla Bruni ha fatto 208 notizie”, ha sottolineato Mirella
Marchese, dell’Osservatorio di Pavia, sottolineando che una serie
di ricerche attestano ormai inconfutabilmente che “una maggiore
attenzione mediatiche sulle crisi si traduce in un conseguente
aumento degli aiuti umanitari.

Ihr

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