Roma, 25 feb. (Apcom) – La funzione del controllo costituzionale sulle leggi emanate dal Parlamento è diffusa in tutta Europa e nel mondo: Francesco Amirante, presidente della Corte costituzionale, spiega così la sua visione dell’equilibrio tra i diversi poteri. “La concezione della Costituzione rigida – afferma – si riferisce a tempi diversi da quelli di una legislatura e comporta l’abbandono della teoria – che si fa risalire a Rosseau e alla ideologia giacobina – secondo
la quale il popolo, esprimendo la volontà generale può in ogni momento cambiare tutti i principi e le regole della propria convivenza. Non è secondario il fatto che l’articolo 1, nell’enunicare il principio che la sovranità appartiene al popolo, subito dopo stabilisce che questo ‘la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione’. “Tutte le istituzioni – osserva il presidente della Consulta – ricevono la propria legittimazione, in primo luogo, da questa seconda parte dell’articolo 1”.
Ricordando le obiezioni sollevate da alcuni nell’assemblea costituente sulla creazione della Corte costituzionale, Amirante aggiunge: “Sta di fatto che tale bizzarria esiste da oltre mezzo secolo ed è ormai condivisa dalla quasi totalità dei paesi europei e da molti stati extraeuropei”.
(Segue)
Bar/Sar
© riproduzione riservata










