A Varese benzina record Tornano i salassi del 2008

A Varese benzina record Tornano i salassi del 2008

VARESE A piccoli passi, un rialzo dopo l’altro. Così a Varese la benzina ha toccato il nuovo record del 2010, il valore più alto da un anno e mezzo a questa parte. Gli ennesimi ritocchi verso l’altro delle compagnie hanno portato in questi giorni il prezzo della “verde” alla pompa fino a 1,360 euro al litro nei listini di qualche distributore varesino, il massimo da metà ottobre 2008. Mentre il diesel era già arrivato al nuovo picco alla fine della scorsa settimana, superando quota 1,220, il massimo da novembre 2008.L’aumento progressivo era in atto da alcune settimane, tanto che l’ultimo indice dei prezzi al consumo di Varese, a gennaio 2010, aveva registrato un aumento del costo dei carburanti del 2,4% rispetto a dicembre 2009 e addirittura del 15,9% rispetto a gennaio 2009. Ma ora i rialzi, così ravvicinati e continui dopo un anno di crisi che aveva tenuto in basso anche i valori del carburante, hanno colto un po’ in contropiede anche gli osservatori del mercato, che attendevano dopo i primi lievi amenti un possibile calo. «Le disposizioni ci arrivano dall’alto – spiega Giorgio Speroni, fiduciario della Figisc Confcommercio in provincia di Varese – il prezzo di listino ci viene indicato dalla compagnia, e poi c’è un leggerissimo margine del gestore. Il valore consigliato dalla rete Eni oggi (ieri) è arrivato a 1,360 euro al litro, più o meno come a metà ottobre 2008. Poi da quel periodo i prezzi avevano cominciato a scendere per avere un andamento altalenante in tutto l’anno. I valori hanno preso a risalire pian pianino da metà novembre e a fine 2009 si sono assestati a 1,283, passando 1,30 a metà gennaio».In poche parole, a fine dicembre un pieno di verde da 40 litri a Varese costava circa 3 euro in meno di oggi, arrivando a superare i 54 euro. Senza carta sconto, ovviamente, che nei comuni più vicini al confine permette di risparmiare 18 centesimi al litro, riducendo il conto alla cassa a poco più di 47 euro. E comunque ci sono anche gli sconti dei

vari “fai da te”, o promozioni sul “self service” delle varie compagnie. Ma i costi, in ogni caso, restano molto più elevati rispetto ad appena due mesi fa. «Sia chiaro, i prezzi alti ai benzinai non fanno certo piacere – dice Paolo Longo, presidente della Faib-Confesercenti Varese – perché siamo i primi ad essere in difficoltà: i clienti protestano e noi riduciamo la percentuale sui guadagni, che è fissa per ogni litro erogato. Il cliente fa sempre 50 euro di benzina, ma noi su quello ci guadagniamo meno». In più, i benzinai per primi devono impegnare più capitale per l’acquisto della benzina e perdono, in rapporto ai litri erogati, guadagni sulle commissioni delle carte di credito. «Gli aumenti non ci piacciono, ma noi benzinai possiamo farci poco – dice Speroni – tra l’altro in questo periodo i rialzi sono dovuti all’aumento del prezzo industriale della benzina: è salito il costo del barile di petrolio. E rispetto a qualche mese fa, l’euro è più debole sul dollaro, che è la moneta con cui si acquista il petrolio sui mercati mondiali. La Figisc tiene sott’occhio le compagnie petrolifere: questa volta non si tratta di speculazione, è l’andamento del mercato. Con i tempi che corrono le famiglie fanno fatica, notiamo che l’aumento dei prezzi influisce anche sull’uso dell’auto: tanta gente rinuncia per lo smog e per risparmiare».Una situazione che non avvantaggia né consumatori né benzinai. E la Faib sottolinea la necessità di una riforma generale: «Purtroppo, il prezzo della benzina dovrebbe seguire il mercato del petrolio, ma non è sempre chiaro l’andamento e a volte qualche dubbio l’abbiamo anche noi – afferma Longo – per questo la nostra associazione, a livello nazionale, ha presentato alcune proposte alla commissione bilancio del Senato in diversi punti. Uno di questi è la liberalizzazione della rete, perché sia affidata a più soggetti: sarebbe una rivoluzione copernicana con effetti positivi anche sui prezzi. Ora la proposta giace in attesa che qualcuno la prenda in considerazione, ma in vista di una riforma necessaria sarebbe l’ora di cominciare a discuterne».Piero Orlando

s.bartolini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google