Roma, 6 mar. (Apcom) – La missione della Protezione civile “non consiste solo nella gestione dell’emergenza” ma a “predisporre il rientro alla normalità”. Lo ha detto Benedetto XVI nel corso dell’udienza al personale e ai volontari della Protezione civile. “I termini `protezione` e `civile` – ha sottolineato – rappresentano delle precise coordinate ed esprimono in maniera profonda la vostra missione, direi la vostra `vocazione`: proteggere le persone e la loro dignità, beni centrali della società civile, nei casi tragici di calamità e di emergenza che
minacciano la vita e la sicurezza di famiglie o di intere comunità”.
“Tale missione – ha proseguito il Papa – non consiste solo nella gestione dell`emergenza, ma in un contributo puntuale e meritorio alla realizzazione del bene comune, il quale rappresenta sempre l`orizzonte della convivenza umana anche, e
soprattutto, nei momenti delle grandi prove. Queste sono un`occasione di discernimento e non di disperazione. Offrono l`opportunità di formulare una nuova progettualità sociale, orientata maggiormente alla virtù e al bene di tutti”.
“La duplice dimensione della protezione, che si esprime sia durante l`emergenza che dopo – ha sottolineato il Santo Padre – è bene espressa dalla figura del buon Samaritano, tratteggiata dal Vangelo di Luca. Questo personaggio ha dimostrato certamente carità e umiltà assistendo il malcapitato nel momento del massimo bisogno. E questo quando
tutti, alcuni per indifferenza, altri per durezza di cuore, girano lo sguardo dall`altra parte. Il buon Samaritano insegna, però, ad andare oltre l`emergenza e a predisporre, potremmo dire, il rientro nella normalità. Egli, infatti, fascia le ferite dell`uomo riverso a terra, ma poi si preoccupa di affidarlo all`albergatore affinché, superata l`emergenza, possa ristabilirsi”.
Luc
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