M.O; Siria, prima giornata per la Borsa di Damasco

M.O; Siria, prima giornata per la Borsa di Damasco


Roma, 12 mar. (Apcom)
– Sotto lo sguardo incuriosito dei
passanti, stamani nel moderno quartiere di Barze, alla periferia
di Damasco, quattro broker in abito scuro e occhiali da sole
hanno fatto ingresso a passo veloce nella “Damascus Securities
Exchange” (Dse), dando formalmente inizio dopo 46 anni alle
attivita’ della Borsa inaugurata due giorni fa nella capitale
siriana. Gli scambi sono stati limitati ma gli operatori presenti
si sono mossi con professionalita’ e impegno per rendere solenne
un giorno che, di fatto, segna il rientro della Siria nella
finanzia globale.

“Il listino all’inizio ha visto quotate soltanto sei
societa’, quattro banche, una compagnia di trasporti e un azienda
di servizi ma nei prossimi giorni saliranno a 13 mentre nei
prossimi mesi si aggiungeranno tante altre imprese e societa’”,
spiega uno dei broker, Raed M., che, rispettando un uso molto
diffuso tra i siriani quando hanno di fronte un giornalista,
preferisce non rivelare il suo cognome. “Ci auguriamo che la
Borsa si riveli un trampolino di lancio per le nostre imprese.
Abbiamo fatto tanti passi in avanti ma la strada e’ ancora lunga
specie nella finanza”, aggiunge Raed sistemandosi la cravatta.

Per scongiurare la speculazione sono state stabilite
alcune regole. La Borsa sara’ aperta a tutti, anche agli
stranieri, ma l’investimento iniziale non potra’ essere
trasferito all’estero prima di sei mesi. E’ vietato vendere o
acquistare un titolo nella stessa seduta e in ogni caso il
guadagno non potra’ essere superiore al 2%, la percentuale
fissata per l’eccesso di rialzo di un titolo.

Una foto del presidente Bashar Assad domina una parete
dei locali della Dse a voler sottolineare che il processo di
riforme economiche avviato negli ultimi anni procede per volonta’
del leader siriano, senza pero’ intaccare la stabilita’ di un
regime che resta rigido e poco disposto a concedere spazi ad
oppositori e dissidenti politici. Sotto la guida di Bashar Assad
il Paese sta conoscendo un sostenuto sviluppo economico, favorito
dall’apertura agli investimenti esteri e da una piu’ libera
circolazione delle merci. Una modernizzazione pianificata in ogni
singolo dettaglio al vertice del potere che qualcuno ha
paragonato all’economia cinese, dove la svolta verso il libero
mercato si accompagna all’autoritarismo del regime.

E’ un salto enorme per la Siria che nel 1963, con la
presa del potere da parte del partito Baath – ancora saldamente
al comando – abbandono’ il capitalismo per adottare una politica
economica socialista. Nel 2005, dopo ben cinque anni dall’ascesa
alla presidenza del “riformista” Assad (alla morte del padre
Hafez) che inizialmente aveva lasciato sperare anche in una
maggiore liberta’ politica, i gruppi dirigenti del Baath e dello
Stato decisero di avviare un programma di privatizzazioni,
aprendo il Paese ai capitali stranieri. Nel frattempo i piani
economici quinquennali sono stati ridimensionati e il prossimo
(2011-2015) si concentrera’ in particolare sulla poverta’, le
politiche per l’occupazione e la flessibilità del mercato del
lavoro. Allo stesso tempo verranno ridotti i sussidi governativi
e nel 2010 verra’ introdotta l’Iva.

Fin dove arriveranno le riforme non e’ possibile
stabilirlo. La nuova politica economica simboleggiata dalla
riapertura della Borsa peraltro si svolge in questi ultimi mesi
parallelamente alla fine progressiva dell’isolamento politico e
diplomatico di Damasco. Gli Stati Uniti del presidente Obama
hanno avviato un dialogo con la Siria – Washington presto
potrebbe far ritornare presto il suo ambasciatore a Damasco e,
successivamente, revocare le sanzioni decise nel 2004 contro
Damasco – in aperto contrasto la linea dello scontro portata
avanti da George Bush. Da parte sua Assad lancia segnali
rassicuranti all’Occidente e al mondo arabo moderato. Ieri il
leader siriano ha preso parte ad un vertice a quattro a Riad con
i leader di Egitto, Kuwait e Arabia saudita volto a migliorare le
relazioni tra i quattro Paesi in vista del vertice della Lega
araba, prevista a fine mese.

Alla Dse di Damasco pero’ non si pensa alla politica. Il
pensiero degli operatori e’ concentrato sulla finanza e le
quotazioni. “La Borsa si rivelera’ decisiva per assorbire il
risparmio e i capitali esteri, sara’ essenziale per il progresso
del nostro Paese”, prevede Raed seguendo sul tabellone le
variazioni nelle quotazioni. Le attivita’ della Dse, ora limitate
al lunedi’ e al giovedi’, si intensificheranno a partire dal
prossimo autunno quando la Borsa dovrebbe trasferirsi nella sua
sede permanente.

nit

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google