Roma, 10 mar. (Apcom) – “Sono di origini arabe, i miei genitori non sapevano leggere né scrivere, quindi tutto quello che ho l’ho conquistato. Lavorando”: è una delle dichiarazioni dell’ex ministra della Giustizia di Nicolas Sarkozy, Rachida Dati, in una intervista pubblicata dal settimanale Gioia che sarà in edicola domani, dal titolo “Il potere si può lasciare, i tacchi alti no”.
A proposito delle indignate reazioni suscitate dalla sua
passione per le griffe, la Dati, oggi parlamentare europea, ha
detto: “Alcuni credono che non dovrei vestire Dior perchè sono
figlia di immigrati. Per anni non ho creduto che si trattasse di
un problema di classe. Ora ne sono certa. Il problema è che non
sanno come classificarmi. Indosso i simboli del privilegio senza
provenire da una famiglia privilegiata”.
Ma quello che infastidisce ancora di più Rachida è che la sua
vita sia stata raccontata come perfetta sulla falsariga del
classico cliche della povera ragazza immigrata che si fa strada
da sola. “La mia vita non è una fiaba. L’ho costruita con il
successo e con il lavoro ma anche con fallimenti e sofferenze”,
replica lei.
Sottile, bella, la signora Dati ha fatto scalpore nel gennaio del 2009 quando si è presentata sui tacchi a spillo all’Eliseo per un COnsiglio dei Ministri appena una settimana dopo aver partorito la sua bimba Zohra. L’identità del padre peraltro è un segreto. Uno dei motivi, secondo i maligni, per cui Sarkozy ha abbandonato la sua protetta esiliandola dal governo al parlamento europeo.
AquIhr
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