L’ex patron della Triestina alla Pro"Arrivo per andare in serie B"

BUSTO ARSIZIO Poteva trascorrere la settimana alla Pro Patria senza colpi di scena? E’ risaputo che la tifoseria non ha mai di che annoiarsi ed allora ecco l’ultima bomba: Flaviano Tonellotto sarà il nuovo general manager o direttore generale. Molto probabilmente già da oggi verrà ufficializzato il suo ingresso in società e pare che l’ex patron della Triestina porti con sé anche una dote «di quattro o cinque giocatori senza contratto – annuncia – in grado di mandare su di corsa la Pro Patria in serie B».E’ in testa dalla prima giornata: non pensa che sia già attrezzata a sufficienza?Ho visto la squadra e ho avuto modo di osservare anche tutte le altre del girone. La Pro Patria è la squadra più forte, conosco giocatori come Toledo, Melara e Music, gente molto brava. Come squadra ama forse un po’ specchiarsi ed allora con l’innesto di qualche giocatore sono convinto che la serie B non potrà scappare.Sarà solo un dirigente operativo oppure è lei il nuovo padrone della Pro Patria come si vocifera da giorni?Non comprerò più una squadra di calcio dopo l’esperienza con la Triestina. Il mio ruolo alla Pro Patria sarà quello di accompagnare i cugini Zoppo nel mondo del calcio nel quale hanno speso quattrini, pur senza conoscerlo. Il mio compito è far crescere la loro esperienza.Una missione, la sua, che però deve fari i conti la realtà contingente a cominciare dall’indagine della Guardia di Finanza.Guardi che ad essere indagata non è la Pro Patria. Anzi la società è vittima di certe situazioni.Pare che i creditori vogliano farsi valere e chiedere il fallimento della Pro Patria.Non ci sarà alcun fallimento della società. E’ un’ipotesi che non esiste.Da dove arriva questa sua sicurezza?Guardi, prima di decidere di far parte della Pro Patria ho voluto vedere tutti i conti. Mi sono informato su tutto e quindi so perfettamente ogni cosa della società.Pare che i debiti

siano consistenti.Prima di accettare la proposta dei cugini Zoppo sono stato chiamato da una ventina di società fra serie B e Prima Divisione ed ho visto dei bilanci di club di B da fare paura. Si, è vero, alla Pro ci sono delle pendenze fra contributi, qualche ristorante o qualche affitto, ma è una situazione risolvibile.Avanti con fiducia?Sicuramente: Busto non deve lasciarsi scappare l’occasione di andare in serie B. La città merita la categoria. Vengo alla Pro Patria per portare avanti un progetto basato sui giovani. In un momento di crisi generale e del calcio, l’unica strada per stare in piedi è costruire campioni. Come Tonellotto sono molto rispettato nel mondo del calcio, anche nella massima serie, e ho conoscenze internazionali. Ma prima di tutto vorrei partire da Busto e dal suo bacino per costruire un bel settore giovanile. In serie B bisogna avere la squadra Primavera.Ma servono le strutture ed a Busto è scoppiata la guerra fra Zoppo e l’amministrazione per la costruzione del nuovo stadio.E’ improponibile uno stadio da ventimila posti a Busto Arsizio. Non voglio mancare di rispetto alla città e alla storia della società, ma secondo me è sufficiente ristrutturare lo Speroni portandolo a dieci/dodicimila posti e poi sistemare i campi che stanno attorno allo stadio. Si deve cominciare così.Saprà che Zoppo ha mal digerito la proposta di ristrutturazione dello Speroni.Perchè è stato mal consigliato da chi gli ha promesso uno stadio ed annessi per un costo da settanta milioni che non sta in piedi per una realtà come Busto. Comprende perché sono entrato alla Pro Patria?Come ha conosciuto i cugini Zoppo?Per caso.Rimarrà alla Pro Patria anche se non riuscisse ad essere promossa in serie B?Sono certissimo che ce la farà, ma nel caso contrario rimarrò al mio posto: avendo quasi tutti i giocatori contratti di due o tre anni, vorrà dire che la Pro ci ritenterà la prossima stagione.Giovanni Toia

a.confalonieri

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