Via libera del Senato a ‘scudo’ di 18 mesi per premier e ministri

Via libera del Senato a ‘scudo’ di 18 mesi per premier e ministri

Roma, 11 mar. (Apcom) – Dopo due voti di fiducia, l’aula del Senato ha dato il via libera definitivo al ddl sul legittimo impedimento, lo scudo che consente al presidente del Consiglio e ai ministri di sottrarsi alle convocazioni in sede giudiziaria, privilegiando gli impegni governativi ‘autocertificati’. I favorevoli sono stati 169, i contrari 126, gli astenuti tre. Anche nella giornata

di ieri il dibattito sulla legge è stato segnato dalle polemiche e dagli scontri anche simbolici fra la maggioranza e l’opposizione: il più vistoso, quello dei gruppi dell’Idv e del Pd, che hanno sventolato in aula la Costituzione. E nel corso della dichiarazione di voto del presidente del gruppo Pdl Maurizio Gasparri, dai banchi dell’opposizione si è levato il grido “vergogna, vergogna”.

Il Governo non ha accolto la richiesta delle opposizioni, che chiedevano la presenza di Silvio Berlusconi e un suo intervento in aula per motivare la richiesta di fiducia su un ddl di origine parlamentare. Al suo posto a palazzo Madama ha presenziato il ministro della Giustizia Angelino Alfano, che però non ha preso la parola. Nel corso della seduta mattutina i senatori dell’Idv hanno anche inscenato una occupazione simbolica dell’emiciclo, sedendosi per terra in aula con la Costituzione in mano, cosa che ha suscitato anche le polemiche di alcuni senatori del Pd. Unica manifestazione dell’ostruzionismo, la richiesta di verifica del numero legale, che ha costretto i vicepresidenti di turno a sospendere la seduta per venti minuti, sia all’avvio mattutino che alla ripresa pomeridiana dei lavori.

Nelle dichiarazioni degli esponenti dei due schieramenti sul legittimo impedimento i toni sono rimasti quelli roventi degli ultimi giorni: il capogruppo dell’Idv al Senato Felice Belisario ha annunciato un’opposizione sempre più “estrema. Siamo di fronte – ha detto – alla negazione persino della diretta tv, perché il Paese non sappia, non senta, non veda quello che succede nelle aule parlamentari. Non ci fermeremo dinanzi ad ulteriori atti di prevaricazione

e di arroganza”. Per Luigi Zanda (Pd) “non può esserci nessuna esigenza politica, non ci può essere nessun leader, le cui vicende personali possono giustificare l’approvazione da parte del Parlamento di misure i cui effetti sfascino lo Stato, distruggano la Repubblica”. Mentre la capogruppo democratica Anna Finocchiaro ha ammonito sulle conseguenze della prova di forza sul legittimo impedimento, “un punto di non ritorno” nei rapporti fra governo, maggioranza e opposizione.

Luc/Bar/

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