Kandahar, 13 mar. (Ap) – Sono almeno 30 le vittime dei quattro attentati kamikaze in rapida successione che sono stati compiuti questa sera nel centro di Kandahar, la più grande città del sud dell’Afghanistan. I feriti si contano a decine.
Le esplosioni sono avvenute nei pressi di un hotel, di una
prigione, di una moschea e a un incrocio stradale nel centro
della capitale afgana.
La prigione era l’obiettivo principale, secondo quanto riferito dallo stesso fratellastro del presidente afgano Hamid Karzai. Ahmed Wali Karzai, membro del consiglio provinciale, ha spiegato in un’intervista telefonica all’Associated Press che la prigione era stata rinforzata con blocchi di cemento dopo un attacco suicida del 2008, nel corso del quale erano fuggiti decine di prigionieri.
Con le altre esplosioni “volevano cercare di tenere impegnate
le forze dell’ordine e irrompere nella prigione, ma i canadesi
(che avevano rinforzato le mura) hanno fatto un buon lavoro”, ha
spiegato Wali Karzai.
“Ci sono molte vittime civili”, ha aggiunto Wali Karzai.
“Diversi edifici sono crollati e tanta gente è ancora sotto le
macerie. Era in corso un matrimonio nella sala del quartier
generale della polizia”.
Kandahar conta circa 800mila abitanti ed è la capitale della
provincia, culla del movimento talebano.
Le forse Usa e della Nato progettano di lanciare un’offenssiva nella regione nella seconda metà di quest’anno. Attualmente sono impegnate nella vicina provincia di Helmand con l’operazione Marjah.
FCs
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