Lefebvriani, il Papa scrive ai Vescovi: Ora pace nella Chiesa

Lefebvriani, il Papa scrive ai Vescovi: Ora pace nella Chiesa


Città del Vaticano, 12 mar. (Apcom)
– Sette pagine, scritte di
suo pugno, per spiegare personalmente ai Vescovi di tutto il
mondo le ragioni della revoca della scomunica ai quattro vescovi
lefebvriani, “per riportare la pace nella chiesa”, ma anche per
riconoscere alcuni sbagli che sono stati commessi. Perchè è stata
una “disavventura imprevedibile”. La lettera che Benedetto XVI ha
deciso di scrivere all’episcopato cattolico – e che il Vaticano
renderà nota oggi a mezzogiorno – è l’ultima pagina dell”affaire
lefebvriani’ che, in seguito alle dichiarazioni del vescovo
Richard Williamson, ha provocato non poche polemiche all’interno
e all’esterno della Curia.

“Una parola chiarificatrice”, scrive il Papa nella lettera
pubblicata integralmente dal ‘Frankfurter Allgeimeine Zeitung’,
per tornare ancora una volta a spiegare le ragioni del suo gesto
“misericordioso” e riconoscere gli errori compiuti, che sono
essenzialmente due. Il primo, il Vaticano non si è accorto delle
dichiarazioni negazioniste di Williamson? Parole che invece si
sono sovrapposte in modo “imprevedibile” alla remissione della
scomunica; e, il secondo, il modo “non sufficientemente chiaro”
utilizzato per illustrare la remissione della scomunica. Infine,
la lettera contiene un annuncio importante. Il Papa ha infatti
deciso di far rientrare la Commissione Ecclesia Dei, organismo
creato ad hoc da Wojtyla per gestire la delicata questione dei
lefebvriani, sotto la competenza della Congregazione per la
dottrina della fede.

“Mi sento obbligato a indirizzare a voi cari confratelli una parola di chiarezza – dice il Papa – che deve servire a capire le intenzioni che hanno condotto me e gli organi competenti della Santa Sede a compiere questo passo. Spero di contribuire in questo modo alla pace nella chiesa”. Benedetto XVI ricorda che il caso “ha suscitato all’interno e fuori della Chiesa cattolica una discussione di tale veemenza quale da molto tempo non si era più sperimentata”, sottolinea Ratzinger, ricordando la “valanga di proteste” e

l’accusa a lui rivolta di voler tornare indietro rispetto al Concilio. “Una disavventura per me imprevedibile – scrive il Pontefice – è stata il fatto che il caso Williamson si è sovrapposto alla remissione della scomunica. Il gesto discreto di misericordia verso quattro vescovi, ordinati validamente ma non legittimamente, è apparso all’improvviso come una cosa totalmente diversa: come una smentita della riconciliazione tra cristiani ed ebrei, e quindi come la revoca di ciò che in questa materia il Concilio aveva chiarito per il cammino della Chiesa”.

Benedetto XVI spiega che in futuro la Santa Sede dovrà prestare
più attenzione alle notizie diffuse su internet e aggiunge: “Sono
rimasto rattristato dal fatto che anche cattolici, che in fondo
avrebbero potuto sapere meglio come stanno le cose, abbiano
pensato di dovermi colpire con un’ostilità pronta all’attacco.
Proprio per questo ringrazio tanto più gli amici ebrei che hanno
aiutato a togliere di mezzo prontamente il malinteso e a
ristabilire l’atmosfera di amicizia e di fiducia”. Il Papa si
rammarica poi per il fatto che la stessa revoca della scomunica,
“la portata e i limiti del provvedimento” non siano stati
“illustrati in modo sufficientemente chiaro al momento della sua
pubblicazione”. E precisa che la scomunica colpisce persone, non
istituzioni: “Il fatto che la Fraternità San Pio X non possieda
una posizione canonica nella Chiesa, non si basa in fin dei conti
su ragioni disciplinari ma dottrinali” e i suoi ministri, anche
se “sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica, non
esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa”. E il
cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano,
assicura: “Non escludiamo nessuna energia dalla Chiesa; ciascuno
può avere il suo posto”.

Ssa/Ska

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