Roma, 13 mar. (Apcom) – Maxi truffa da quasi un milione di euro
ai danni dell’Inps. La Guardia di finanza di Messina ha
denunciato 245 falsi braccianti e due imprenditori agricoli,
padre e figio, titolari di due aziende di Piraino e Sant’Angelo
di Brolo, nel messinese. I braccianti sono tutti delle province
di Catania e Messina. Lavorando solo sulla carta, hanno
indebitamente percepito indennità a vario titolo erogate
dall’Inps di Messina nel periodo compreso tra gli anni 2003 e
2007 (disoccupazione, maternità, malattia).
Ideatori di questa maxitruffa M.L. di 74 anni e M.S. di 49 anni,
rispettivamente padre e figlio, entrambi di Sant’Angelo di Brolo,
che sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Patti per truffa ai danni dello Stato; sono stati
inoltre, segnalati alla Corte dei conti di Palermo. In concorso
con i due imprenditori sono stati denunciati tutti i presunti
braccianti agricoli.
Gli imprenditori agricoli dichiaravano l’utilizzazione di fondi
agricoli, poi risultati non essere nella propria disponibilità,
per ottenere dall’Inps i registri di impresa, necessari per
l’assunzione “fittizia” dei braccianti agricoli. Servendosi delle
false assunzioni e delle dichiarazioni trimestrali di manodopera
agricola inviate all’Istituto di previdenza, i due imprenditori
hanno ottenuto l’indebito inserimento dei finti braccianti negli
elenchi dei lavoratori agricoli, consentendo loro di beneficiare
delle varie indennità previdenziali e assistenziali previste.
La Gdf ha constatato 366 rapporti di lavoro fittizi, con la
conseguente erogazione di prestazioni previdenziali e
assistenziali, a fronte delle quali le fantomatiche aziende
agricole non hanno mai corrisposto somme per i contributi dovuti
in relazione alle dichiarazioni di manodopera prodotte,
risultando così debitorie nei confronti dell’Inps.
Red/Gtz
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