Milano, 23 gen. (Apcom) – L’ex ministro degli Esteri, Massimo
D’Alema, ha ribadito le proprie critiche al governo israeliano e
a quello italiano per la condotta e il sostanziale appoggio
all’attacco contro la Striscia di Gaza. “E’ stata una guerra
sanguinosa e inutile. Io non nascondo le responsabilità enormi
degli integralisti e di Hamas, che è un gruppo fondamentalista,
ma sono loro i beneficiari perchè non hanno come scopo la fine
del conflitto israelo-palestinese, ma utilizzano la causa
palestinese come oggetto per infiammare il mondo islamico
moderato. La guerra è stata una formidabile propaganda per i
fondamentalisti”.
D’Alema si è detto stupito per il fatto che la classe dirigente
israeliana “non capisca che la guerra moderna si fà con le tv.
Non conta il numero dei nemici uccisi, il calcolo è più
complesso” e include nel bilancio il numero di persone che
“guardano Al Jazeera e decidono di combattere l’Occidente. Il
risultato può essere negativo”.
D’Alema ha poi fatto il confronto con l’ultimo conflitto tra
Israele e gli Hezbollah, in Libano “dove siamo stati assoluti
protagonisti, mentre qui siamo stati comprimari” a causa del
pieno appoggio a Israele che ci ha tolto autorità come potenziali
negoziatori”.
Quanto infine alla sua convinzione della necessità di dialogare
anche con Hamas D’Alema ha precisato che si tratta di una
posizione condivisa anche da editorialisti di un quotidiano
conservatore come il Financial Times, “ma qui è un tabù. Non mi
sento isolato, ho perfino ricevuto lettere di solidarietà dai
ministri degli Esteri di Paesi islamici moderati. L’esigenza di
includere Hamas è scritta anche nella risoluzione del Consiglio
di sicurezza dell’Onu che individua la riconciliazione nazionale
palestinese come una condizione per la pace”.
Asa/Lux
© riproduzione riservata













