Pakistan; Usa e Gb in affanno per disinnescare nuova crisi

Pakistan; Usa e Gb in affanno per disinnescare nuova crisi


Roma, 13 mar. (Apcom)
– La crisi politica in Pakistan sta
assumendo una piega pericolosa. Tanto più si avvicina il giorno
della grande manifestazione a Islamabad (lunedi’ prossimo) tanto
più frenetica diventa l’attività diplomatica di Washington e
Londra, per disinnescare una crisi dalle conseguenze
imprevedibili.

Richard Holbrooke, l’inviato speciale della Casa Bianca per il
Pakistan e l’Afghanistan, ha avuto una lunga conversazione
telefonica con il presidente Asif Ali Zardari sulle possibili
conseguenze dello scontro politico in atto con il leader
dell’opposizione Nawzan Sharif e sui timori che l’esercito possa
effettuare un colpo di mano, approfittando della situazione.

Anche David Miliband, ministro degli Esteri britannico, ha
parlato con Zardari: il colloquio ha toccato in particolare –
scrive oggi il quotidiano britannico The Times – la questione
della “lunga marcia” organizzata dagli avvocati che da tutto il
paese convergeranno sulla capitale. Davanti al parlamento,
lunedì, gli avvocati e l’opposizione chiederanno al governo
maggiori garanzie di indipendenza per gli organi giudiziari e di
reintegrare nelle sue funzioni l’ex presidente della Corte
suprema, deposto dall’allora presidente, il generale Pervez
Musharraf.

In risposta all’annunciata marcia, il governo ha proceduto
all’arresto di almeno 300 attivisti e ha vietato i raduni in due
delle quattro province del Paese.

Anne Patterson, ambasciatore Usa in Pakistan, ha incontrato ieri
il leader della Lega Musulmana, Sharif, per cercare di
convincerlo a più miti propositi nei confronti del Presidente. Ma
i toni al momento non sembrano addolcirsi, tanto da indurre
Sharif a dichiarare che, a suo parere, Zardari “non durerà i
cinque anni del suo mandato”.

Fcs

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