Roma, 23 mar. (Apcom) – Sono ore difficili per Nicolas Sarkozy.
Dopo la debacle elettorale alla elezioni regionali, peraltro
ampiamente preannunciata, il presidente ha cercato ieri di
correre ai ripari dando mostra di attivismo, e nel tardo
pomeriggio, dopo aver ricevuto per due volte all’Eliseo il suo
primo ministro Francois Fillon, ha annunciato un rimpasto di
governo. A cadere sono le teste dei ministri e altri membri del governo che hanno riportato cattivi risultati alla prova delle urne, come il ministro del Lavoro Xavier Darcos, che in Aquitania ha ottenuto appena il 28% dei suffragi.
Oltre a lui, viene allontanato dal suo portafoglio alla Gioventù
anche Martin Hirsch, mentre entra Eric Woerth al Lavoro, e
Francois Baroin al Bilancio (dove finora c’era Woerth). Darcos,
oltre a una pesante sconfitta nella sua circoscrizione, era
anche responsabile della riforma del sistema pensionistico, la
più difficile, con proposte impopolari come aumentare il numero
di anni di contributi e l’età pensionabile oltre i 60 anni.
E proprio per oggi sono previsti scioperi e manifestazioni in tutta la Francia. Cinque sindacati a livello nazionale hanno chiamato a raccolta i cittadini per protestare contro la politica sociale ed economica del governo: lo sciopero si annuncia ampio sia nel pubblico che nel privato. Oltre al progetto di riforma delle pensioni, i sindacati protestano contro la prevista soppressione di decine di migliaia di posti di lavoro nell’amministrazione.
A complicare ancor più le cose per il presidente più iperattivo
della storia della destra francese ci sono le trame interne al suo partito: il suo nemico politico numero uno, l’ex primo ministro francese, Dominique de Villepin, ha fatto sapere che a giugno prossimo lancerà un nuovo partito politico, con l’ambizione di incarnare una alternativa a destra, in vista delle elezioni del 2012. I sondaggi sembrano confermare il grave offuscamento della buona stella di Sarkozy: secondo un’inchiesta condotta dall’Ipsos per il settimanale ‘Le Point’ alla vigilia del voto di ieri, appena il 33% dei francesi vuole che il presidente si ripresenti come candidato per le elezioni presidenziali del 2012.
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