Khartoum, 14 mar. (Ap) – Il rapimento dei quattro operatori di
Medici senza frontiere (Msf) è stato compiuto da un gruppo che
voleva vendicarsi del mandato d’arresto spiccato dalla Corte
penale internazionale dell’Aia il 4 marzo contro il presidente
del Sudan Omar Al Bashir: lo afferma il governatore del Nord
Darfur, Osman Kebir, mentre l’infermiera canadese Laura Archer,
il medico italiano Mauro D’Ascanio, il coordinatore francese
Raphael Meunier a l’operatore sudanese Sharif Mohamadin sono
finalmente liberi.
Erwin Van’t Land, direttore della sezione belga di Msf, a cui
appartengono i quattro, ha sottolineato che la loro liberazione è
un “sollievo”, ma che il sequestro è una “grave violazione”. E’
stato un “ultimo duro colpo” alla comunità di volontari in Darfur
e le organizzazioni valutano se proseguire il loro lavoro nel
Paese.
I quattro erano stati rapiti mercoledì sera a Serif Umra da un
gruppo di uomini armati nel Darfur settentrionale, uno dei tre
Stati in cui si divide l’omonima regione, teatro dal 2003 di un
violento conflitto interno.
Cuc
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