Milano, 29 mar. (Apcom) – Arriva lo “tsunami della Lega”, come lo ha subito definito Umberto Bossi, leader di un Carroccio “scatenato” a cui ha resistito solo “l’alleato Pdl”. Ed è già pronto “il trampolino di lancio per l’attuazione del federalismo fiscale” e per la riforma della Giustizia. Mentre i dirigenti del Carroccio attendono, galvanizzati, l’esito della sfida piemontese, dove
il candidato Roberto Cota è in vantaggio nelle proiezioni su Mercedes Bresso, la Lega festeggia il “successo importante, la prima volta di due governatori del Carroccio in due regioni importanti”, e manda un duplice messaggio agli alleati del Pdl: da una parte, rassicura, “non cambiano gli equilibri” nella coalizione; dall’altra, avverte: sulle riforme, anche a destra, “sono io l’arbitro della situazione”.
“La gente ha voluto votare chi fa le riforme”, ha sottolineato Bossi, che è stato il primo tra i leader dei grandi partiti a commentare il voto. “La maggioranza è impegnata ora per fare i decreti attuativi per il federalismo”. Il leader leghista, al fianco del figlio Renzo e del ministro per le Riforme Roberto Calderoli, ha insistito più volte su questo tasto: “La gente vuole il federalismo, il più presto possibile e a qualsiasi costo”. Così come ha trovato ancora l’occasione per ribadire la fedeltà all’alleanza: “con Berlusconi troviamo sempre l’accordo”, e nel federalismo “si può mettere anche il presidenzialismo”. Riguardo il delicato tema delle elezioni comunali di Milano,che si terranno il prossimo anno, Bossi ha messo sul piatto il suo nome: “Poi – ha aggiunto – sarà il Consiglio federale a decidere”.
Bossi, che ha dedicato la vittoria della Lega a suo figlio piccolo Sirio, ha infine riservato stoccate alla sinistra “mandata a picco, scomparsa”. La sinistra, ha detto, è “poco sveglia” perché “poteva spingere sul federalismo”. Ora, “devono interrogarsi sul perché i lavoratori non la votano più, e votano Lega”.
Mda
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