GALLARATE Lo sviluppo culturale è positivo. Ma non si possono dimenticare i problemi. Sono le riflessioni di monsignor Franco Carnevali in questo periodo di Pasqua. Dalla crisi allo sviluppo culturale della città, dal cammino unitario tra le parrocchie ai rapporti con la comunità islamica: realtà alle quali il prevosto invita a guardare «con fiducia e speranza, senza paura». I problemi più grossi? «Il lavoro e la casa – spiega monsignor Carnevali – la comunità cristiana non può risolverli, ma va incontro alle famiglie in difficoltà con la distribuzione di viveri, vestiti e con l’aiuto economico, attingendo al fondo Famiglia-Lavoro dell’arcivescovo, ma anche ascoltando e dando una mano concreta. Un servizio è il Ristoro del Buon Samaritano,
che distribuisce». Il prevosto parla anche dei rapporti con la comunità islamica. E sulla cultura specifica: «E’ bella se è pluralista, mentre in Gallarate ci sono presenze culturali che rischiano di essere soffocate dalla Fondazione, che ha più mezzi e soldi. Secondo: l’offerta dev’essere calibrata sulle reali possibilità, perché una serie infinita di eventi rilevanti crea una concomitanza. Terzo, c’è una storia che non può essere trascurata: la cultura del cinema e teatro in città è stata tenuta viva per decenni dal teatro delle Arti». Infine l’augio alla città: «Guardiamo con più fiducia e speranza al presente e al futuro, senza paura dell’altro, dello straniero e del diverso». Luca Girardil’intervista completa sull’edizione di oggi
m.lualdi
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