di Giovanni ToiaE’ incredibile. In tutta la Prima Divisione non esiste una proprietà con la disponibilità economica dei Tesoro eppure la Pro Patria sta scivolando verso la retrocessione. Da non credere. Si possono toccare i soldi, ma non si vede il futuro. Finora le linee guida sono state il pressappochismo e la confusione, condita con un pizzico di presunzione di sapere di calcio. Peccati che scontano altri a cominciare da Cosco, un allenatore che ha dovuto lavorare in condizioni estreme ritrovandosi una squadra che non aveva un’identità e che nel contempo aveva l’esigenza di tirarsi fuori dai pericoli. Un lavoro ciclopico nel quale credere a cominciare dalla proprietà, dal presidente Antonio Tesoro che, invece, alle prime difficoltà non si è
avvicinato ancora di più al suo tecnico ed alla squadra per capire e risolvere i problemi, ma ha addirittura iniziato un gioco di smarcamento che non gli toglie le responsabilità. Anzi lo rende il primo responsabile.Potrà sembrare paradossale, ma un’ eventuale, ma non auspicabile retrocessione in Seconda Divisione, potrebbe diventare indolore di fronte alla prospettiva di affrontare un’altra annata che dovrebbe essere di riscatto, ma ancora senza idee e priva di organizzazione e con la probabilità che i giocatori vengano nuovamente individuati su Youtube( le figurine del Terzo Millennio)A meno che Savino Tesoro non decida di andare lui sulla tolda, affiancato da persone che sanno di calcio e fidate, Collaboratori che sappiano progettare gestendo con competenza le notevoli risorse economiche.
a.confalonieri
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