Iran/ Nucleare, oggi riunione dei 5+1 a New York


New York, 8 apr. (Ap)
– Si terrà oggi al Palazzo di Vetro la prima riunione dei sei Paesi coinvolti nei negoziati nucleari con l’Iran (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e la Germania) per discutere dell’ipotesi di nuove sanzioni contro Teheran. La svolta diplomatica è stata resa possibile dalla disponibilità di Pechino – finora contraria – a valutare l’opportunità di ricorrere a delle sanzioni per costringere l’Iran a tornare al tavolo negoziale.

La scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva parlato di possibili sanzioni “in vigore entro alcune
settimane”, pur riconoscendo come non esista ancora un’unanimità internazionale riguardo al rafforzamento delle sanzioni: “Si tratta di una situazione difficile perché, riconosciamolo, l’Iran è un produttore di petrolio e vi sono Paesi che pensano che i loro interessi commerciali siano più importanti di quelli geopolitici a lungo termine”, aveva osservato alludendo in particolare alla Cina.

Nel recente vertice dei Ministri degli Esteri del G8 il Segretario di Stato americano Hillary Clinton, aveva
affermato che Pechino avrebbe offerto dei suggerimenti nel corso
dell’iter del procedimento in seno al Consiglio di Sicurezza
dell’Onu, nonostante si fosse dichiarata in generale contraria
all’adozione di nuove sanzioni.

L’Iran ha di fatto alternato atteggiamenti concilianti con la
linea dura nel corso dei negoziati, dopo aver inizialmente
accettato l’ipotesi dello scambio dell’uranio arricchito con
combustibile proposta dall’Aiea; l’ultima proposta di Teheran
accetta di fatto l’ipotesi di uno scambio in un’unica soluzione
da effettuarsi però in territorio iraniano.

Il principale ostacolo a un accordo era fino ad ora la richiesta
avanzata dall’Iran di non consegnare in un’unica soluzione
l’intero stock di uranio ad arricchire al 20% – destinato al
reattore di ricerca di Teheran – ma di procedere ad uno scambio
graduale; i Sei Paesi (pur con i dubbi espressi da Russia e in
maggior misura, la Cina) hanno da parte loro minacciato di
ricorrere a delle nuove sanzioni in seno al Consiglio di
Sicurezza se Teheran non accetterà l’accordo nei termini già
definiti dall’Aiea, che prevede però che lo scambio venga
effettuato all’estero.

Mgi

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