Soltanto in venti accusano il porno-massaggiatore

GALLARATE Rinviato a giudizio il massaggiatore a luci rosse: alle 13 di ieri la decisione del gup di Busto Luca Labianca. Roberto Benatti, gallaratese di 43 anni, accusato di violenza sessuale, detenzione di stupefacenti ed esercizio abusivo della professione, affronterà il collegio giudicante bustocco il 22 settembre prossimo, data fissata per la prima udienza del dibattimento. Ieri, in sede di udienza preliminare, si sono costituite anche le parti civili: in tutto sono una ventina gli ex clienti abusati dal porno-massaggiatore che hanno deciso di diventare parte del processo. Le vittime accertate sarebbero circa un centinaio; gli inquirenti hanno da sempre sospettato, però, che il numero degli abusati da Benatti tra Gallarate, dove aveva uno studio in via Santa Lucia, e Belluno, dove l’ex massaggiatore ha a lungo esercito, possa toccare quota 200. La vicenda era venuta a galla nel maggio 2007 proprio a Gallarate. Benatti era uso sedare le sue vittime: al paziente ignaro venivano fatti inghiottire dei forti sedativi per evitare – questa la scusa del fisioterapista – che avvertissero dolore nel corso della manipolazione che avrebbe dovuto sanare i

loro dolori. In realtà, una volta reso incosciente il malcapitato, Benatti ne abusava toccandone le parti intime, violandone le cavità, arrivando addirittura a misurare gli organi sessuali dei pazienti per ragioni a tuttoggi non chiarite. Non soltanto: la violenza a carico delle vittime veniva fotografata e archiviata. I carabinieri di Gallarate hanno trovato decine di cartelline con centinaia di immagini nel pc di Benatti. L’ultima vittima, un ragazzo appena maggiorenne, si è reso conto (nonostante il sedativo) di cosa stesse accadendo. Il giovane è riuscito a chiedere aiuto, allontanando il medico con violenza, facendo scattare l’inchiesta e il conseguente arresto del fisioterapista. Ad indagini chiuse (con Benatti tornato in libertà) i tribunali di Busto e Belluno si erano reciprocamente inviati i fascicoli del caso. Il gallaratese aveva infatti mietuto vittime sia nella città d’origine che in terra veneta. Alla fine il processo è tornato a Busto: il reato più grave, quello della detenzione degli stupefacenti, si è infatti consumato a Gallarate. Benatti ha violentato esclusivamente uomini: tra questi ci sono almeno un minorenne (16 anni all’epoca dell’abuso) e alcuni sportivi professionisti.

f.delpiano

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