Horsham, Inghilterra, 15 mar. (Apcom) – Tra le due sponde
dell’Atlantico c’è una “musica comune”, anche se suonata “con
note diverse”. Anche perché sia l’Unione europea che gli Stati
Uniti devono confrontarsi con “il problema dei problemi”, ossia
il venir meno di “un pezzo del commercio del mondo” per via del
crollo delle esportazioni. E’ questo lo scenario delineato dal
ministro del Tesoro Giulio Tremonti al termine della riunione
ministeriale del G20, nel corso di una conferenza stampa
congiunta dai toni assolutamente distesi con il governatore della
Banca d’Italia Mario Draghi.
Conferenza nel corso della quale non si è parlato di Italia, ma
solo delle discussioni che si sono svolte nel grande maniero di
South Lodge, nel West Sussex, e che dimostrano, per Tremonti, che
“il motore di ricerca si è attivato per nuovi standard di regole
e principi”. E anche se neanche il vertice dei leader del G20 del
2 aprile potrà mettere la parola fine sul percorso volto al
risanamento dell’economia mondiale, per Draghi rimane “un momento
importante per dare impulso al percorso”, poiché le questioni in
ballo “richiedono tempo, si tratta di cambiare ordinamenti che
sono stati con noi per molto tempo”.
Il comunicato della riunione parla chiaro: dietro l’intenzione di
“intraprendere qualunque azione sia necessaria per tornare alla
crescita” rimangono alcune spaccature, in particolare sulla
necessità di varare nuovi pacchetti di stimolo e di accrescere la
regolazione dei mercati. “Con note diverse, c’è stata una musica
comune dalle due parti dell’Atlantico”, ha però garantito
Tremonti, aggiungendo: “Non ho visto particolari divisioni. Ho
visto una grande armonia”.
Tanto più che per tutti rimane l’esigenza di far tornare la
fiducia, unico modo possibile affinché “i buoni margini per il
commercio” vengano utilizzati. Gli ha fatto eco Draghi, secondo
cui “ci sono tre passi necessari, anche se forse non
sufficienti”, per far tornare la fiducia: la “ricostruzione del
sistema bancario, l’adozione di valori certi e coerenti, anche in
merito agli asset tossici” e poi c’è la “cosiddette politiche di
bilancio, cosa fare perché la disoccupazione non cresca
vorticosamente e che questo si traduca in un ulteriore calo della
domanda”.
Un punto, quello dell’adozione di valori “certi e coerenti”, su
cui Tremonti non potrebbe essere più d’accordo: “Il motore di
ricerca si è attivato per la ricerca di nuove regole e principi.
I paesi come la Francia e la Germania hanno molto interesse per
le giurisdizioni non cooperative. L’interesse verso le regole è
partito”. E sebbene sui paradisi fiscali, “o anche legali”, non
sia stato raggiunto un accordo vero e proprio, si tratta di un
punto di interesse comune tra Ue e Usa. “Su questo ci sono
sensibilità molto diverse, ma ad esempio gli Usa sono molto duri,
molto vicini a noi”, ha spiegato. “La crisi è globale, e la
soluzione può essere solo globale”, ha assicurato Tremonti. “Ma
siamo in uno scenario di disinflazione, non di deflazione”, ha
rassicurato Draghi.
Mar
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