Roma, 11 apr. (Apcom) – “Tutte le persone arrestate hanno confessato”: il portavoce del governatorato di Helmand, Daoud Ahmadi, ha confermato il coinvolgimento di tre medici italiani dell’ong Emergency in un complotto che aveva come obbiettivo il governatore della provincia, Gulab Mangal, secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Times.
Gli arrestati “erano accusati di legami con Al Qaida e gruppi terroristici: nell’incursione abbiamo trovato esplosivi, fra cui bombe a mano, cinture esplosive e alcune armi, nascoste in casse di medicinali”, ha proseguito Ahmadi, secondo il quale le armi sono state contrabbandate nell’Helmand come forniture di medicinali ed equipaggiamento medico.
I fermati “hanno ammesso il loro crimine e hanno confessato:
hanno ammesso che esisteva un piano per effettuare degli
attentati suicidi contro dei mercati affollati e la sede del
governatorato, e che volevano uccidere il governatore” quando
questi si fosse recato in ospedale per visitare i feriti, ha
spiegato Ahmadi, sottolineando come i detenuti fossero legati
alla Quetta Shura (la dirigenza talebana in esilio) e fossero
stati pagati 500mila dollari per portare a termine gli attentati.
Secondo Ahmadi l’ospedale era stato posto sotto sorveglianza da
oltre un mese: dopo l’incursione delle forze di sicurezza afgane
sarebbe stato chiesto l’intervento di una squadra di artificieri
britannici a causa degli esplosivi ritovati, per garantire la
messa in sicurezza della struttura.
Mgi
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